Teatro Camploy

Serra Yilmaz in La bastarda di Instambul


Teatro Camploy
Via Cantarane 32 – Verona
Rassegna l’altro TEATRO
Martedì 7 marzo 2017, ore 20.45

La bastarda di Istambul

all’omonimo romanzo di ELIF SHAFAK
riduzione e regia di ANGELO SAVELLI
con SERRA YILMAZ e Valentina Chico, Riccardo Naldini, Monica Bauco Marcella Ermini, Fiorella Sciarretta, Diletta Oculisti, Elisa Vitiello
la sonata per piano “Songe d’un soldat” di W. Prisowki è eseguita da Federico Ciompi
Le voci del Cafè Kundera: Lorenzo Degl’innocenti, Lorenzo Baglioni, Leonardo Paoli, Edoardo Groppler

Elif Shafak, è l’indiscussa protagonista della letteratura turca, grande conoscitrice del passato e profonda osservatrice del presente del suo Paese. Il suo romanzo è “La bastarda di Istanbul” campione di vendite in tutto il mondo, tradotto in più di trenta lingue, il cui tema centrale e ancora scottante è quel buco nero nella coscienza della Turchia, cioè la questione armena.

Il romanzo è stato adattato per la scena da Angelo Savelli che ne ha curato anche la regia. Sul palco l’attrice turca Serra Yilmaz con Valentina Chico, Riccardo Naldini, Monica Bauco, Marcella Ermini, Fiorella Sciarretta, Diletta Oculisti, Elisa Vitiello. Le fantasiose e interattive video-scenografie di Giuseppe Ragazzini evocano una Istanbul animata e reale, vera protagonista più che cornice dello spettacolo.

È luogo comune dire che Istanbul non è una città, ma una grande nave. Una nave dalla rotta incerta su cui da secoli si alternano passeggeri di ogni provenienza, colore e religione.

Lo scopre Armanoush, giovane e tranquilla americana che, in cerca delle proprie radici armene, sbarca segretamente a Istanbul nella famiglia matriarcale del suo patrigno turco Mustafa. E lo sa bene chi a Istanbul ci vive come Asya “la bastarda”, sua coetanea, adolescente turca ribelle e nichilista, con una grande e colorata famiglia di donne alle spalle, e un vuoto al posto del padre.

Nonne, madri, zie, sorelle, amiche. Quando sono le donne a dominare la scena, tutto si intreccia,  si complica e diventa affascinante. Perché le donne sono come le spezie, apparentemente simili, ma in grado di stravolgere il sapore di un piatto, come pure il sapore della vita.

“La bastarda di Istanbul” è una intricata e originale saga familiare multietnica, popolata da meravigliosi personaggi femminili, da storie brucianti e segreti indicibili. Un segreto lega la Turchia all’Armenia, i turchi agli armeni, Asya ad Armanousch. Un segreto che forse non verrà mai svelato. Un segreto che ha l’aspetto di un’antica spilla di rubini a forma di melagrana.

Galleria fotografica

Serra Yilmaz è la  protagonista di questo spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Elif Shafak, campione di vendite in tutto il mondo, tradotto in più di trenta lingue, il cui tema centrale e ancora scottante è quel “buco nero nella coscienza della Turchia” che è la questione armena. Con la regia di Angelo Savelli (che ha curato anche la riduzione) sono in scena – accanto alla Yilmaz, celeberrima interprete dei film di Ferzan Özpetek – Valentina Chico, Riccardo Naldini, Monica Bauco, Marcella Ermini, Fiorella Sciarretta, Diletta Oculisti ed Elisa Vitiello. La bastarda di Istanbul è un’intricata e originale saga familiare multietnica, popolata da meravigliosi personaggi femminili, da storie brucianti e segreti indicibili. Asya, la “bastarda”, è una turca ribelle e nichilista, con una grande e colorata famiglia di donne alle spalle: nonne, madri, zie, sorelle e amiche. «E quando sono le donne a dominare la scena, tutto s’intreccia, si complica e diventa affascinante. Perché le donne sono come le spezie, apparentemente simili, ma in grado di stravolgere il sapore di un piatto, come pure il sapore della vita». La produzione dello spettacolo è di Pupi e Fresedde -Teatro di Rifredi.

La rassegna ha sottoscritto il Manifesto dei teatri accessibili e ha aderito all’iniziativa Teatri 10 e lode promossa dall’Associazione disMappa: compatibilmente al numero dei posti riservati, disabile e accompagnatore potranno assistere a ogni spettacolo al prezzo speciale di 10 euro.


L’Altro Teatro su dismappa