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Spamalot: Elio inaugura Divertiamoci a Teatro con Monty Python


Teatro Nuovo di Verona (vedi scheda accessibilità)
Rassegna Divertiamoci a Teatro
7-8 e 10-11 novembre 2017, ore 21.00
Mercoledì 8 alle ore 17.00  Elio e gli altri interpreti di Spamalot incontrano il pubblico.
Ingresso  libero

SPAMALOT
I cavalieri della tavola molto, molto, molto rotonda!

Musical tratto dal film Monty Python e il Sacro Graal

20171008 Elio re artu spamalot teatro veronaCon Elio
Adattamento: Rocco Tanica
Regia: Claudio Insegno
Altri interpreti: Pamela Lacerenza, Pierpaolo Lopatriello, Andrea Spina, Umberto Noto, Filippo Musenga, Thomas Santu e Luigi Fiorenti.
L’ensemble, diretto da Angelo Racz, è composto da Michela Delle Chiaie, Greta Disabato, Federica Laganà, Maria Carlotta Noè, Simone De Rose, Daniele Romano e Giovanni Zummo.
Coreografie di Valeriano Longoni.

Produzione

TEATRO NUOVO MILANO

Spamalot è il musical tratto da Monty Python e il Sacro Graal, film cult del più grande gruppo comico di tutti i tempi. Questo sarebbe già di per sé un evento interessante per il panorama teatrale italiano, dove non a caso in quarant’anni anni nessuno aveva mai osato mettere in scena i Monty Python, con la loro comicità surreale e testi pieni di riferimenti e giochi verbali spesso intraducibili o difficilmente comprensibili per un pubblico non anglosassone, ma a raccogliere la sfida dell’adattamento in italiano è stato chiamato Rocco Tanica e questo alza di molto il livello dell’operazione. Tanica non è solo il musicista, autore e personaggio televisivo a tutti noto, ma anche un appassionato conoscitore dell’opera dei Monty Python. La sua cifra comica mostra orgogliosamente l’influenza del sestetto inglese: difficile immaginare qualcuno più adatto a cui affidare questo difficile compito. Né, d’altra parte, è possibile pensare ad altri che a Elio per il ruolo principale nello spettacolo, quello di Re Artù. Elio torna al musical dopo il successo de La Famiglia Addams e sceglie di farlo confrontandosi con coloro che sono sempre stati uno dei principali punti di riferimento suoi e di Elio e le Storie Tese.

Video Gallery Spamalot

 

In questi decenni nessuno aveva mai osato mettere in scena in Italia i Monty Python: difficile rendere la loro comicità surreale e riprendere i loro testi pieni di riferimenti e di giochi verbali spesso intraducibili o difficilmente comprensibili per un pubblico non anglosassone. Finché Rocco Tanica ha raccolto la sfida. Tanica non è solo il musicista, autore e personaggio televisivo a tutti noto: è anche un appassionato conoscitore dell’opera dei Monthy Python. E la sua comicità – un’influenza di cui è orgoglioso – risente di quella del sestetto inglese.
Trovato l’adattatore, serviva il protagonista. La scelta non poteva che ricadere su Elio: reduce dal grande successo nel musical La famiglia Addams, ha così l’occasione di confrontarsi con i Monty Python che sono sempre stati uno dei principali punti di riferimento suoi e di Elio e le Storie Tese.
Dopo la prima di martedì, repliche l’8, il 10 e l’11.

INFORMAZIONI tel. 0458006100 e www e www.teatronuovoverona.it

PREZZI SPAMALOT
platea € 34,00 + € 2 prev.
palchi € 34,00 + € 2 prev.
balconata € 29,00 + € 2 prev.
galleria € 20,00 + € 1,5 prev.
seconda galleria € 15,00 + € 1,5 prev

DOVE ACQUISTARE I BIGLIETTI
 Teatro Nuovo dal lunedì al sabato, ore 15.30 -20.00 (tel. 045 8006100)
 Cinema Teatro Alcione, via Verdi, 20 in orario di proiezioni cinematografiche
(tel. 045 8400848)
 Box Office, via Pallone 16, dal lunedì al venerdì ore 9.30-12.30 e 15.30-19.30,
sabato ore 9.30-12.30 (tel. 045 8011154)

teatri 10 e lode è la promozione dedicata agli spettatori con disabilità che offrono i teatri firmatari del Manifesto dei teatri accessibili promosso dall'Associazione dismappaSu proposta dell’Associazione disMappa e con la collaborazione del Comune di Verona, il Teatro Nuovo (che ha sottoscritto il MANIFESTO DEI TEATRI ACCESSIBILI) promuove le proprie attività artistiche e culturali rendendo più semplice la partecipazione del pubblico con disabilità. Per la rassegna, limitatamente ai posti disponibili, vale la tariffa TEATRI 10 e LODE: 10 euro per carrozzina e posto di platea, 20 euro se i posti da occupare sono due.

Monty Python

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Monty Python
Monty python collage.jpg

Quattro componenti del gruppo, in ordine John CleeseEric IdleMichael PalinTerry Gilliam.

Paese d’origine Regno Unito Regno Unito
Genere Cabaret
Periodo di attività musicale 19691983
Sito ufficiale

Monty Python era un gruppo comico britannico, attivo principalmente dal 1969 al 1983 e costituito da Graham ChapmanJohn CleeseTerry GilliamEric IdleTerry Jones e Michael Palin.

I membri dei Monty Python hanno avuto un’istruzione di alto livello (tutti tranne Gilliam laureati a Oxford o Cambridge) e la loro commedia è spesso acutamente intellettuale, con uso innovativo di tecniche classicheautoreferenze e numerosi riferimenti culturali.

Sono conosciuti in Italia principalmente per i film Monty Python – Il senso della vita (The Meaning of Life), che ha vinto il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes nel 1983, e Brian di Nazareth (Life of Brian) del1979, satira sulla religione, distribuito in Italia solo nel1991.[localismo]

I Monty Python sono, inoltre, autori ed interpreti del Monty Python’s Flying Circus, l’innovativa e fortunata serie comica trasmessa dalla BBC tra il 1969 e il 1974, che fu il loro trampolino di lancio.

Influenze

La generazione alla quale appartengono i membri dei Monty Python è cresciuta seguendo la trasmissione radiofonica The Goon Show (19511960, di e con Spike MilliganHarry SecombePeter Sellers), il cui caratteristico umorismo dirompente (carico di satira, situazioni assurde, suoni bizzarri) verrà ripreso da tanti comici dei decenni successivi. A sua volta, questo stile trova predecessori illustri in Hellzapoppin’, nei Fratelli Marx, nel Vaudeville, nei lavori di Lewis Carroll.

Parallelamente il teatro di ricerca del dopoguerra consacrò a livello intellettuale, con alcuni famosi lavori del Teatro dell’assurdo, un tipo di comicità simile, che esulava dalle regole classiche, prima tra tutte la plausibilità.

Origini

La storica compagnia teatrale Footlights dell’Università di Cambridge fu il luogo di incontro dei giovani Cleese, Chapman e Idle. Nelle compagnie dell’Università di Oxford, invece, si incontrarono Jones e Palin. Tutti ebbero molto successo scrivendo e recitando sketch comici e quindi presero in considerazione la possibilità di farne la loro professione, nonostante gli ottimi risultati accademici.

Cleese, più tardi, conobbe Gilliam mentre recitava a New York.

I sei cominciarono a scrivere e recitare separatamente in svariati programmi, tra cui:

In questo periodo si scontrarono più volte con l’ottusità delle convenzioni comiche (per esempio, sketch molto divertenti venivano scartati a tavolino perché poco convenzionali) e delle produzioni (gli attori stravolgevano gli sketch[1], i registi non ne rispettavano il senso).

Il Monty Python’s Flying Circus

Nel 1969 la BBC propose a Cleese, che lavorava in coppia con Chapman ed era ormai un comico affermato, la realizzazione di un nuovo programma. Cleese volle allargare la squadra (Chapman soffriva di alcolismo e rischiava di essere inaffidabile) e così chiamò Palin, con cui aveva già lavorato bene in precedenza. Quest’ultimo, che scriveva sempre in coppia con Jones, propose di inserire nel gruppo anche quest’ultimo, nonché i colleghi Idle e Gilliam; così fu creato il sestetto.

Il programma era stato proposto per la BBC dal comico Barry Took e il titolo iniziale completo era Baron Von Took’s Flying Circus[2]. “Flying Circus era il nomignolo assegnato dagli inglesi alle pattuglie volanti tedesche della Prima guerra mondiale, dipinte con colori sgargianti. La BBC, nella fase di approvazione del programma, continuò a riferirsi ad esso come Flying Circus e chiese al gruppo di mantenere queste parole nel titolo per non dover correggere tutte le comunicazioni interne già scritte. Vari possessivi furono proposti all’interno del gruppo (stava per essere scelto Gwen Dibley’s, da un nome preso a caso dall’elenco telefonico), ma alla fine venne scelto Monty Python’s, di paternità incerta, in quanto ritenuto più divertente[2]Monty era il nomignolo del generale Bernard Law Montgomery, vincitore della battaglia di El Alamein nella Seconda guerra mondiale, ma nella visione del gruppo “Monty Python” evocava il tipico agente dello spettacolo senza scrupoli[3]. “Python” è, ovviamente, la versione anglo-latino-greca del “serpente pitone”, non velenoso ma micidiale stritolatore.

I sei si proposero fin dall’inizio di sfruttare la piena libertà che la BBC stava loro concedendo, per liberarsi dalle pastoie delle convenzioni con cui avevano dovuto convivere per anni.

In effetti il programma sfidò tutte le convenzioni comiche dell’epoca, sia in termini di stile che di contenuti, e l’influenza che il Flying Circus esercitò – e continua tutt’oggi a esercitare – fu tale, che secondo alcuni esso rappresenta per la commedia quello che i Beatles furono per la musica.[4][5]

Il programma ebbe un tale successo che i sei da allora furono conosciuti come i Monty Python.

La trasmissione ricevette un duro colpo quando Cleese se ne andò alla fine della terza stagione, accusando ormai una mancanza di originalità nei contenuti. Prima della chiusura ci fu ancora una stagione composta da sei episodi, interpretata dai membri rimanenti.

L’innovazione

Diversi sono stati gli aspetti che hanno distinto i Monty Python da ogni produzione comica precedente e che sono stati assimilati da comici successivi:

  • assenza di personalità di spicco: fu John Cleese a richiedere che i nomi di tutti apparissero sempre in semplice ordine alfabetico, per prevenire i classici tentativi di emergere come “primadonna” e per poter seguire un sistema democratico di giudizio sul materiale;
  • assenza di battuta finale (punch line): i Python, come altri comici, producevano una grande quantità di ottimo materiale, che provocava risate fin dall’inizio ma che in genere non veniva rappresentato perché non si riusciva a trovare l’obbligatoria battuta finale; grazie alla tecnica del flusso di coscienza, anche il materiale che da anni tenevano nel cassetto poté essere usato liberamente; nei rarissimi casi in cui la “battuta finale” era presente (come nel caso dello sketch sulle posate mal lavate al ristorante), essa era talmente, e volutamente, scialba rispetto al resto dello sketch da risultare comunque ridicola;
  • flusso di coscienza: in realtà Spike Milligan lo usò già nel suo programma Q, andato in onda mentre i Python stavano girando i primi episodi del Flying Circus;
  • uso di tutte le tecniche comiche senza soluzione di continuità: molte delle loro trovate sono generalmente etichettate come demenziali; in realtà si tratta di miscele di tecniche del comicoclassiche, che hanno maggior efficacia sullo spettatore perché ognuna compare in un contesto comico imprevisto;
  • uso di temi scomodi: grazie all’efficacia comica con cui venivano presentati, anche i temi più irriverenti, volgari e di cattivo gusto poterono essere sfruttati; le reazioni suscitate potevano essere di due tipi: indignazione (di chi sosteneva che non avrebbero dovuto essere comunque usati) o ammirazione (da parte di chi, invece, ne riconosceva l’uso non gratuito); la prima reazione era spesso rappresentata dagli stessi Python in ulteriori gag;
  • autoreferenza: probabilmente stimolati anche dall’uso della tecnica del flusso di coscienza, che poteva risolversi nel passaggio da uno sketch ad un altro che conteneva il precedente, i Pythonfecero un amplissimo uso di gag basate su contenuto e contenitore, metatelevisive, metateatralimetanarrative, ecc.
  • uso di figure letterarie, filosofiche, ecc.: i Python costruirono riuscitissime gag su personaggi storici, a differenza della comicità commerciale che li considera sconosciuti allo “spettatore medio”.

L’alchimia del gruppo

Il successo dei Monty Python è senz’altro frutto della complementarità tra i membri del gruppo, la cui mancanza si nota, infatti, nelle produzioni in cui anche uno solo di loro è assente.

  • Graham Chapman (1941-1989) – laureato in Medicina e abilitato alla professione medica, omosessuale negli anni in cui si cominciava a parlare di orgoglio gay, era il componente più caotico del gruppo. Nella fase di scrittura in coppia apportava pochissimo materiale, ma i suoi contributi erano determinanti nel portare gli sketch a un livello più elevato. Aveva un fiuto innato nel riconoscere il comico[6] e nell’individuare quelle convenzioni sociali il cui oltraggio fosse più scioccante. A causa dell’alcolismo creò sempre più problemi nella messa in scena degli sketch (soprattutto dimenticando le battute a più riprese), ma a detta di tutti era l’attore migliore e i suoi personaggi erano i più umani (per quanto interpretasse anche quelli più folli), fatto che gli valse il ruolo di protagonista nel Graal e in Brian.
  • John Cleese (1939) – laureato in Legge, nel gruppo era il maggior portatore di ordine e di organizzazione, qualità che sfociavano in una certa rigidezza di carattere e, assieme al suo fisico alto e signorile, davano il meglio nella rappresentazione di personaggi autoritari e nevrotici. Per ironia della sorte, scriveva soprattutto in coppia con Chapman. Fu l’attore più popolare, sia prima che dopo il Flying Circus, e in effetti fu la sua ricerca personale, in produzioni comiche diverse, che lo portò a lasciare la trasmissione. Era ovviamente il prescelto per i rapporti con produttori e distributori.
  • Terry Gilliam (1940) – americano, laureato in Scienze Politiche, con le sue animazioni perfettamente in linea con lo spirito del gruppo contribuì in modo fondamentale al suo successo, pur essendo in realtà il più indipendente in assoluto dei sei. Nei meeting per la stesura degli episodi i suoi contributi, spiegati a parole, raramente erano compresi dagli altri e, per la maggior parte del tempo restante, se ne stava chiuso da solo nel suo studiolo di animazione. La sua difficoltà nel lavorare comunicando e il suo estro visivo causarono serie difficoltà nella co-regia con Jones del Graal e sfociarono nell’episodio della Crimson Permanent Insurance nel Senso della vita.
  • Eric Idle (1943) – laureato in Inglese, con la sua personalità indipendente era il terzo polo del gruppo per la creazione degli sketch, che scriveva per la maggior parte da solo. Il suo stile era molto incentrato sulle parole e sul linguaggio. Incarnava, inoltre, nei suoi sketch le tendenze più “giovani” del periodo: il sesso, le droghe, la musica. Buon chitarrista, compose la maggior parte delle canzoni dei Python, alcune delle quali furono grandi successi. Fu il membro maggiormente impegnato nell’espansione dei Python ad altri media: libri, dischi, videogames, web, musical; ed in effetti si può considerare il Python più attivo ai giorni nostri.
  • Terry Jones (1942) – laureato in Inglese, era la personalità più artistica, energica e sanguigna del gruppo. Fu lui che lavorò più degli altri per dare una forma alle opere dei Python, propose lo schema a flusso di coscienza del Flying Circus e il suo interesse nella regia e nel montaggio lo portò a farsene carico nei film del gruppo. Scriveva soprattutto assieme a Palin; i loro sketch avevano una componente molto visuale e miravano a sorprendere lo spettatore, piuttosto che a scioccarlo. La sua personalità emotiva entrava spesso in conflitto con quella rigida di Cleese.
  • Michael Palin (1943) – laureato in Storia Moderna, con il suo carattere amichevole e accomodante fece senz’altro da collante tra le diverse personalità del gruppo (fin dal momento in cui, chiamato da Cleese e Chapman per la realizzazione del nuovo programma, portò con sé Jones, Idle e Gilliam). Per sé riservava spesso il ruolo dell’ingenuo (o maliziosamente ingenuo) personaggio che metteva in difficoltà il suo rigido interlocutore (in genere Cleese: per tutti lo sketch del pappagallo).

I film

Nel 1971 una selezione di episodi della prima e della seconda serie del Flying Circus venne rigirata su pellicola e raccolta nel lungometraggio E ora qualcosa di completamente diverso. Il regista era lo stesso della serie, Ian McNaughton. Questo film, per anni, fu il solo mezzo in Italia per conoscere la prima produzione dei Monty Python. Nelle proiezioni di prova i Python si resero conto che, in mancanza di una trama di fondo, il pubblico smetteva di ridere dopo i primi 50 minuti, indipendentemente dall’ordine degli sketch[2].

Nel 1975 i Python, compreso Cleese, decisero di girare un film non composto da episodi, bensì con una trama unica: Monty Python e il Sacro Graal. Il film ebbe un gran successo nonostante il bassissimo costo di produzione e questo spinse il gruppo a realizzarne un altro. In Italia, però, il doppiaggio ne stravolse il senso in numerosi punti.

Il terzo film fu Brian di Nazareth (1979), che racconta la vita di uno sfortunato abitante della Galilea, contemporaneo di Gesù. Il film ebbe un enorme successo di critica e di pubblico, ma fu anche seguito da una serie di polemiche, causate dall’uso della satira in un contesto religioso, in particolare sulla figura del Messia. In Italia uscì solo nel 1991.

Per il loro ultimo film i Python si trovarono in difficoltà nel trovare una trama, quindi scrissero una serie di episodi legati alla ricerca del senso della vita. Il film Monty Python – Il senso della vita (1983) vinse il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes.

Gli anni successivi

Non ci fu mai uno scioglimento ufficiale del gruppo, ma nel 1989 la morte prematura di Graham Chapman sembrò segnare la fine definitiva del sodalizio.

Gli attori hanno comunque continuato a collaborare tra loro, come in Le avventure del barone di Münchausen, diretto da Terry Gilliam e in cui recita Eric Idle, o in Un pesce di nome Wanda con John Cleese (che ne è anche sceneggiatore) e Michael Palin. Ogni membro ha continuato la sua carriera singolarmente, perseguendo vari progetti cinematografici o televisivi.

Python sono stati spesso l’oggetto di voci su un loro possibile ricongiungimento. Il 9 ottobre 1999, per commemorare il 30º anniversario della prima puntata del Flying Circus, ci fu una riunione del gruppo ad Aspen in Colorado. Nel 2009 la BBC2 dedicò una serata al 40º anniversario con diversi programmi, tra cui un documentario che ripercorreva la storia del gruppo, inframezzati da nuovi sketch girati appositamente. Cleese, in un’intervista per pubblicizzare l’uscita in DVD di The Meaning of Life, disse che un’ulteriore riunione era improbabile: “È assolutamente impossibile anche solo avere la maggioranza di noi assieme in una stanza, e non sto scherzando”, disse Cleese, specificando che si trattava di un problema di disponibilità di tempo, piuttosto che di cattive relazioni. In seguito Palin affermò di essere stato l’elemento frenante contro l’idea di un nuovo lavoro assieme, in quanto a suo parere la mancanza di Chapman avrebbe pesato troppo su qualunque cosa avessero creato.

La stampa ha spesso presentato i film in cui apparisse più di un Python come un “nuovo film” dei Monty Python. Successe in particolare per Il vento nei salici (1996), di Jones con Palin, Idle e Cleese, e per il progetto Absolutely Anything (2012), di Jones con Palin, Cleese e Gilliam. Per entrambi i film, l’autore era il solo Jones[7].

Nel 2002 Michael PalinEric IdleTerry Jones e Terry Gilliam comparvero assieme in occasione di Concert for George, il concerto-tributo a George Harrison e, con altri attori tra i quali Tom Hanks, eseguirono due canzoni: Sit on My Face e The Lumberjack Song.

Nel 2012 uscì un altro film, che coinvolse 5 dei Python, compreso Chapman. Si trattò di una riduzione del suo libro A liar’s autobiography per la regia di Bill JonesBen Timlett e Jeff Simpson. Ogni capitolo del libro venne animato in 3D secondo uno stile diverso, con le voci di Chapman (da una lettura fatta poco prima della morte) e di Cleese, Jones, Palin e Gilliam.

Nel novembre 2013 i Monty Python annunciarono la produzione di uno spettacolo come gruppo, dopo trent’anni dal loro ultimo lavoro insieme. Lo spettacolo, proiettato in diretta nelle sale italiane il 20 luglio 2014, era un insieme di sketch classici e numeri di ballo. I biglietti della prima (luglio 2014nell’O2 Arena di Londra) andarono esauriti on line in 43.5 secondi.[8]

Python (Monty) Pictures

I cinque membri sopravvissuti del gruppo principale dei Monty Python dirigono la Python (Monty) Pictures Limited, fondata nel 1973, che gestisce le attività risultanti dai loro precedenti lavori, come i diritti d’autore. Nelle informative ai clienti, la società descrive le sue attività come “sfruttamento delle produzioni cinematografiche e televisive”. Al marzo 2002 il fatturato annuo della società era di 3,3 milioni di Sterline[9].

Una delle forze trainanti dietro ai Pythons alla fine degli anni settanta fu George Harrison, che non solo finanziò (e apparve in) Brian di Nazareth, ma produsse diverse delle loro canzoni di quel periodo, compreso il singolo The Lumberjack Song.

Il “settimo Python”

Occasionalmente molte persone hanno pensato che esistesse un “settimo componente dei Monty Python” a causa della frequente presenza di altri collaboratori. I due collaboratori che si sono contesi questo ruolo sono:

  • Neil Innes, nato nel 9 dicembre del 1944 a DanburyEssex. Apparve in alcuni sketch, in alcuni film e anche in Monty Python Live at the Hollywood Bowl, dove suona alcune sue canzoni. Innes è soprannominato “The Seventh Python” (Il settimo Python) anche dagli stessi membri del gruppo[10].
  • Carol Cleveland, nata nel 13 gennaio del 1942 a Londra. Fu la più importante collaboratrice femminile del gruppo; originalmente doveva apparire solo nei primi cinque episodi del Monty Python’s Flying Circus, ma in seguito comparve in due terzi della serie e in tutti i film. Spesso impersonava lo stereotipo della bionda sexy, essendo oggettivamente bella e formosa, guadagnandosi il soprannome di “Carol Cleavage” (Carol Scollatura).

Influenze culturali

Televisione

Serie televisive

Speciali

Filmografia

Monty Python

Post-Monty Python

Alcuni componenti dei Monty Python compaiono assieme in altre pellicole.

Inediti

  • Monty Python’s Fliegender Zirkus: Due speciali di 45 minuti fatti per la televisione tedesca WDR. Vennero girati interamente su pellicola, le riprese furono effettuate in Baviera e in tedesco, anche se il secondo episodio fu registrato in inglese e doppiato successivamente. Parte del materiale era una rielaborazione di At Last the 1948 Show. Estratti da questi speciali vennero usati come riempitivo durante le esibizioni dal vivo. A un certo punto il gruppo considerò la possibilità di montare assieme i due show e doppiarli completamente in inglese, per distribuire un film da 90 minuti, ma non se ne fece nulla.[senza fonte]

Spettacoli dal vivo

I Monty Python si sono esibiti in numerosi spettacoli dal vivo e tournée. I seguenti vennero registrati e pubblicati.

Musical

  • Spamalot (realizzato dal solo Eric Idle, ma fortemente ispirato dal film Monty Python e il Sacro Graal)

Oratorio

Discografia

Album

Raccolte

Singoli

Libri

Libri pubblicati dai Monty Python.

  • 1971 – Monty Python’s Big Red Book
  • 1973 – The Brand New Monty Python Bok (L’edizione tascabile venne pubblicata come Monty Python’s Papperbok)
  • 1977 – Monty Python and the Holy Grail (sceneggiatura originale con foto di Gilliam)
  • 1979 – The Life of Brian of Nazareth/Montypythonscrapbook (sceneggiatura del film più del materiale extra)
  • 1981 – The Complete Works of Shakespeare and Monty Python: Vol. 1 – Monty Python (una riedizione di Big Red Book e di Brand New Bok)
  • 1983 – Monty Python’s The Meaning of Life (Sceneggiatura del film più foto)
  • The Monty Python Songbook
  • 1989 – Monty Python: Just the Words (Trascrizione completa di tutte e 4 le serie televisive. Originariamente pubblicato in due volumi)

Videogiochi

Diversi videogiochi, non direttamente correlati tra loro, sono basati sul gruppo comico[15]:

Note

  1. ^ Per esempio Marty Feldman – Monty Python speaks! — David Morgan, It Books, 1999.
  2. ^ a b c David Morgan, Monty Python Speaks!, 1999
  3. ^ L’autobiografia dei Monty Python – Sagoma ed. 2011
  4. ^ Todd Leopold, How Monty Python changed the world, CNN, 11 dicembre 2003. URL consultato il 30 marzo 2007.
    «Python has been called “the Beatles of comedy,”».
  5. ^ Mark Lewisohn, Monty Python’s Flying Circus, su The bbc.uk.co Guide to Comedy, BBC. URL consultato il 31 marzo 2007.
    «In essence, the Monty Python team are the comedy equivalent of the Beatles.».
  6. ^ Secondo Cleese che scriveva con lui – David Morgan, Monty Python Speaks!, 1999
  7. ^ BBC News – Terry Jones says Monty Pythons will reunite for film
  8. ^ Monty Python da record. I biglietti per la reunion polverizzati in 43 secondi, mentelocale.it
  9. ^ fonte: Bureau van Dijk’s FAME
  10. ^ (ENMonty Python, su Internet Movie Database, IMDb.com.
  11. ^ (EN[1] Il piede della sigla iniziale del Monty Python’s Flying Circus schiaccia la famiglia Simpson nella sequenza finale della seconda sigla della quinta stagione.
  12. ^ (EN[2] Un breve sketch è stato creato da Trey Parker e Matt Stone per il trentennale del gruppo.
  13. ^ (ENThe Amazingly Demented Monty Python Tribute from Last Night’s Fringe
  14. ^ (ENTerry Gilliam tribute on “Fringe”
  15. ^ (ENGruppo di videogiochi: Monty Python licensees, in MobyGames, Blue Flame Labs.

Bibliografia

  • Roger Wilmut, From Fringe To Flying Circus, 1980
  • Kim “Howard” Johnson, The First 28 Years Of Monty Python, 1998
  • David Morgan, Monty Python speaks, 1999
  • The Python’s Biography Of The Python’s, 2003
  • Francesco Alò, Monty Python. La storia, gli spettacoli, i filmEdizioni Lindau, 2007
  • Giordano Vintaloro, “Non sono il Messia, lo giuro su Dio!” Messianismo e modernità in Life of Brian dei Monty Python, Battello Stampatore, Trieste, 2008
  • Gary L. Hardcastle, George A. Reisch, Monty Python and Philosophy. Nudge nudge, think think!, Open Court, 2006

Voci correlate

Collegamenti esterni

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mercoledì 08 novembre 2017 SPETTACOLI, pagina 47

Elio al centro della scena di «Spamalot», lo spettacolo in scena da ieri al Teatro Nuovo. Si …

Lo «spam» è la carne in scatola di uno sketch del Monty Python Flying Circus. Là due interpreti ne venivano ingozzati. Spam è anche qualcosa di non gradito, spazzatura. Spam è soprattutto un pasticcio, un blob che si risucchia la trama, i personaggi, i registri, l’alto con il basso, la letteratura omerica con la pubblicità di Fructis di Garnier, la tradizione cavalleresca con il musical. Spamalot, in scena al Nuovo per il «Divertiamoci», dovrebbe proprio essere un musical. L’idea l’ha avuta una dozzina di anni fa Eric Idle, membro dei Monty Python, quelli che in Italia conosciamo per i film «Il senso della vita» e soprattutto per il dissacrante «Brian di Nazareth». Spamalot prima era un film, poi un musical in inglese e oggi, diretto da Claudio Insegno (già firma del successo Jersey Boys) gira nella versione italiana, in rodaggio qui a Verona fino all’11 novembre prossimo e poi sulla piazza di Milano. Operazione ambiziosa, salutata tiepidamente dal Nuovo, pieno ma non esaurito. Insegno si gioca bene le sue carte, alla scrivania aveva un talento come Rocco Tanica a tradurre lo humour inglese nell’idioma nostrano, nei panni di Artù Elio e nella buca d’orchestra un ensemble dal vivo di tutto rispetto ad inseguire le carambole verbali sulla scena. Insegno sceglie una regia che si appoggia all’originale, non strafà con i colpi di scena o effetti speciali e non gareggia con le esagerazioni da baraccone d’oltreoceano. Anzi, a tratti aleggia certa leggerezza da Paolo Poli pur nella saturazione e nel riempimento estremo. Di necessità virtù: ciò che conta è recitare e saper muoversi sul palco, non importa se le scenografie sono a dir poco minimal. Nessuno sta fermo un attimo, non c’è un angolo morto sul palco, tutto quanto incalza. E quando proprio c’è bisogno di scena questa è parodia di se stessa, come nel caso del «coniglio di Troia» o del rumore del cavallo prodotto «a vista» con le noci di cocco. Così risalta meglio il verbo cesellato al millimetro da Tanica: un mix di dialetti, giochi di parole, turpiloqui e doppi sensi. Trama non ce n’è ovviamente, ma solo un vagabondare alla ricerca di un Graal di cui ci si dimentica ben presto. In uno stupidario demenziale s’infila ogni tanto qualche saetta caustica del tipo «Dio, continua a moltiplicare il pane che c’ho fame» o del tipo «Dio è un tipo disattento se ha perso la coppa. Quale? Del Barcellona o della Salumeria?».Camelot è una sorta di circo che come la tavola di rotonda ha la pista per un a-logica cascata di danze e numeri, roba da Cabaret Voltaire, il grottesco su cui regna una kitsch Dama Del Lago (la vivacissima Pamela Lacerenza). Anche lei fa il verso, riduce a feticcio, svuota di senso e riempie il guscio vuoto di sfavillante nullità. Spam fa rima con kitsch, quello da Baz Luhrmann. Più modestamente Insegno tiene salde le redini e pure Elio sta al suo posto in un cast straordinario. Sarà anche perché ad un certo punto non distinguono più i Monty dagli autori di «Born to Be Abramo». Di sicuro canzoncine apparentemente innocue come «Trova il Graal» sono orecchiabili come lo fu il Pipppero. Giustamente il pubblico non è qui solo per Elio e lo show man di passaggio tra un talent e l’altro, ha umiltà da vendere. Lo accompagnano nell’audace avventura Pierpaolo Lopatriello, Andrea Spina, Umberto Noto, Filippo Musenga, Thomas Santu e Luigi Fiorenti.

LE INIZIATIVE DEL GIORNALE. Mercoledì alle 17 il protagonista di «Spamalot» al foyer del Nuovo

«L’Arena incontra» Elio
Risate e humor inglese

Alessandra Galetto

Gli appuntamenti organizzati dal nostro quotidiano con gli attori della rassegna «Divertiamoci a Teatro» che debutta domani alle 21

lunedì 06 novembre 2017 SPETTACOLI, pagina 51
Parte domani la ventesima edizione della rassegna «Divertiamoci a Teatro» al Teatro Nuovo, organizzata da Fondazione Atlantite – Teatro Nuovo, che dal 7 novembre al 6 aprile poterà a Verona dieci spettacoli (otto in abbonamento e due fuori) per complessive trentacinque rappresentazioni: un cartellone che tocca i diversi aspetti del «divertiamoci», da quello classico della commedia brillante, al musical, all’ironica autoanalisi dei tic del nostro tempo, allo humor velato di noir. E anche quest’anno, a fianco degli spettacoli, per consentire al pubblico di conoscere direttamente gli attori, di rivolgere loro domande per approfondire le opere in programma così come per scoprire curiosità e aneddoti sui protagonisti, tornano, nel foyer del Teatro Nuovo, gli incontri con gli attori organizzati dal nostro quotidiano sotto il titolo di «L’Arena incontra…». Nella seconda data di ciascuna proposta gli interpreti saranno intervistati da un giornalista della nostra redazione nell’ambito di un talk a ingresso libero. La rassegna debutta dunque domani con Spamalot – I cavalieri della tavola molto, molto, molto rotonda! con, protagonista, nel ruolo di re Artù, Elio. Spamalot è, nell’adattamento di Rocco Tanica, un musical tratto da Monty Python e il Sacro Graal, film cult del 1975. L’incontro con gli attori è in programma dopodomani, mercoledì alle 17. Dal 21 al 24 novembre arriva L’uomo che non capiva troppo – Reloaded con Lillo & Greg che curano anche la regia. Gli attori incontrano il pubblico mercoledì 22 novembre alle 18. Il terzo spettacolo, dal 19 al 22 dicembre, è Fiore di cactus di Pierre Barillet e Jean Pierre Grédy , commedia ripresa a Broadway nel 1965 e diventata celeberrima col film del 1969 interpretato da Walter Matthau, Ingrid Bergman e Goldie Hawn. Ne sono protagonisti Benedicta Boccoli e Maximilian Nisi con la regia di Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese. Gli attori incontrano il pubblico mercoledì 20 dicembre alle 18.Il nuovo anno si apre, dal 23 al 26 gennaio, con L’avaro di Molière, una produzione Arca Azzurra, protagonista Alessandro Benvenuti con la regia di Ugo Chiti. Incontro con gli attori il 24 alle 18. Dal 6 al 9 febbraio è in scena Di’ che ti manda Picone con Biagio Izzo per uno spettacolo firmato da Enrico Maria Lamanna. L’incontro con il pubblico è il 7 febbriao alle 18. La rassegna prosegue dal 27 febbraio al 2 marzo con Due di Luca Miniero e Astutillo Smeriglia, protagonisti Raoul Bova e Chiara Francini, che incontrano il pubblico mercoledì 28 febbraio. Goldoniano il penultimo spettacolo in abbonamento della rassegna: dal 6 al 9 marzo Una delle ultime sere di carnovale con, interpreti principali, Antonio Sarasso, Maria Alberta Navello e Alberto Onofrietti e con la regia di Beppe Navello. L’incontro con gli attori sarà il 7 marzo alle 18. Chiude la sezione in abbonamento dal 20 al 23 marzo Non mi hai più detto ti amo con Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia, testo e regia di Gabriele Pignotta. Incontro con gli attori mercoledì 21 marzo.


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