Teatro Nuovo

Massimo Ghini in Un’ora di tranquillità


Teatro Nuovo di Verona
Rassegna Divertiamoci a Teatro
20-23 dicembre 2016, ore 21.00
Incontro con gli attori mercoledì 21 dicembre, ore 18.00 (Entrata libera)

Valerio Santoro per La Pirandelliana

Un’ora di tranquillità

di Florian Zeller
con Massimo Ghini, Claudio Bigagli, Massimo Ciavarro, Alessandro Giuggioli, Gea Lionello, Galatea Ranzi, Luca Scapparone
regia Massimo Ghini

Massimo Ghini ha deciso di misurarsi con la travolgente comicità di un testo mai rappresentato in Italia Un’ora di tranquillità di Florian Zeller uno dei più apprezzati drammaturghi francesi contemporanei.

Un’ora di tranquillità è una commedia moderna, brillante e divertente grazie al meccanismo del vaudeville giocato tra equivoci e battute esilaranti, è una macchina drammaturgicamente perfetta inventata da questo geniale scrittore francese che è stata in patria un grandissimo successo teatrale, definita una spassosa, intelligente e geniale operazione da non perdere.

Il meccanismo della comicità presente nel testo consente di non dover ricorrere a imponenti adattamenti, anzi è proprio nel meccanismo utilizzato nella scrittura che si poggia la forza di questa commedia brillante. I personaggi hanno ciascuno un ruolo fondamentale nella vicenda, è come se fossero loro stessi gli ingranaggi che mettono in moto la macchina della risata già dalle prime battute del testo.
Si tratta di un’opera corale dove ogni attore deve legare la propria arte agli altri. Il personaggio “centrale” di Un’ora di tranquillità è un uomo che cerca disperatamente un momento di solitudine e serenità.

E’ riuscito a rintracciare e acquistare un vecchio disco in vinile da un rigattiere ma, mentre cerca di trovare il modo per dedicarsi a questo cimelio, una serie di eventi e personaggi lo interrompono: la moglie che, gli deve parlare di cose importanti del loro rapporto, il vicino di casa che, a causa dei lavori che sta effettuando nella propria abitazione, irrompe mentre Michel sta cercando di ascoltare il disco, fino ad un improbabile idraulico che invece di riparare i guasti, ne provoca ulteriori. A questi si aggiungono altri amici, amanti e figli che entrano in scena inconsapevoli di rendere impossibile al povero protagonista di godersi solo un’ora di tranquillità.

Senza poterli minimamente prevedere verranno alla luce vecchi amori, tradimenti, bugie… il tutto tenuto sempre sotto perfetto controllo ma con la genuinità dirompente del non programmato.
Il tempo di pace è praticamente un sogno irraggiungibile fino al momento in cui tutto si ferma e il disco finalmente sta per essere ascoltato…

DIVERTIAMOCI A TEATRO. Applausi al debutto della commedia di Florian Zeller «Un’ora di tranquillità», che regala sorrisi e qualche perplessità. Repliche fino a venerdì

Massimo Ghini, le bugie e il falso perbenismo

Simone Azzoni

L’attore-regista perno attorno al quale ruotano personaggi, rumori e egoismi. Comicità un po’ telefonata e battute ciniche

mercoledì 21 dicembre 2016 SPETTACOLI, pagina 51

Partiamo dalla scenografia che Roberto Crea ha pensato per «Un’ora di tranquillità», nel cartellone del Divertiamoci fino a venerdì al teatro Nuovo. Un salotto molto borghese come quelli di film come «Milano calibro 9», un misto tra «2001 Odissea nello spazio» e «La decima vittima»: freddo e pieno di buchi, fori sul soffitto, fori nelle tubature, sul divano o aperti come oblò sulla Torre Eiffel. Perché di buchi e assenze tratta il lavoro teatrale di Florian Zeller. Affetti, relazioni matrimoniali, tra padri e figli, tra amanti. Vuoti che non si riempiono, ma franano. Il perno vorrebbe essere lui, il mattatore Massimo Ghini nei panni del protagonista Michel Leproux, che agogna di ascoltare in santa pace un vinile acquistato in un mercatino. Il titolo del disco dovrebbe essere un pieno che potrebbe riempire: «Me, myself and I», canzone di Irving Gordon. Riempire tutto di se stessi, per i cento minuti di spettacolo. Ma è un pieno leggero come il gas, volatile ma esplosivo. Prima del gas scoppiano le battute leggere e quelle più ciniche, quelle francesi e quelle più nostrane, sarcastiche o pungenti; saltano in aria gli equilibri apparenti, il falso perbenismo e gli egoismi personali. Le bugie sono buchi e i buchi non si riempiono a palate di parole. Nemmeno i rumori assordanti di chitarre rock, trapani, campanelli e squilli, saziano la voglia di stabilità che hanno i personaggi che ruotano attorno al perno-Ghini. Massimo Ciavarro (breve apparizione), Marta Zoffali, il caricaturale (anche troppo) idraulico polacco di Luca Schiapparone, il figlio rockettaro di Alessandro Giuggioli, anch’egli una sorta di maschera bizzarra o il vicino del piano di sotto, lo stralunato Pavel di Claudio Bigagli.E poi sulla giostra c’è pure la brava Galatea Ranzi (i più la ricordano nel duetto con il Gambardella ne «La grande bellezza»), qui una moglie depressa, vittima di se stessa più che del suo analista. Tutto è sempre interruptus, dal dialogo tra moglie e marito a quello tra padre e figlio. Altri vuoti su cui non si riesce a “mettere una pietra sopra”, dice Ghini. E forse questo distingue la commedia dai generi che gli sono più affini: la pochade e il vaudeville. Zeller non è Feydeau o Ray Cooney. Mancano le porte che sbattono al ritmo da orologeria; tradimenti e fraintendimenti sono solo apparentemente l’ossatura, perché il ritmo è nelle mani salde di un uomo solo: Massimo Ghini, che si danna l’anima, si spende e si spande ovunque riempiendo i vuoti. Vuoti strutturali perché il delirio comico si alterna a fasi di stanca e la comicità è spesso “telefonata”, ingenua e non sempre le battute sono a raffica. In fin dei conti questa che dovrebbe essere una “commedia degli equivoci” ci parla con i cliché comici di un problema non solo borghese: dover rimandare un banale momento di pace per eccessivo riempimento di nulla.

Il talk «dietro le quinte»
Ritorna l’appuntamento
con «L’Arena incontra…»

mercoledì 21 dicembre 2016 SPETTACOLI, pagina 51

Dopo il debutto di ieri sera, l’attore Massimo Ghini e tutto il cast dello spettacolo in scena al Teatro Nuovo per la rassegna «Divertiamoci a Teatro» fino a venerdì 23 dicembre (inizio sempre alle 21), incontreranno il pubblico questo pomeriggio alle 18, nel salotto de «L’Arena incontra…». Tradizionale appuntamento a ingresso libero, è curato dal nostro quotidiano a preludio di ogni seconda replica, sullo stesso palco della performance Ospiti del talk show condotto dal giornalista del quotidiano l’Arena Luca Mantovani, saranno – oltre all’attore Ghini che stavolta è anche regista – Massimo Ciavarro, Claudio Bigagli, Alessandro Giuggioli, Galatea Ranzi, Luca Scapparone, Marta Zoffoli, pronti a divertire e condividere riflessioni con la platea in una sorta di «fuori onda» dello spettacolo. «Un’ora di tranquillità» è la commedia moderna e brillante scritta da Florian Zeller, in cui si è cimentato l’artista romano, noto volto della tv e del grande schermo (dai cinepanettoni ai ruoli più impegnati come quello rivestito in «Guido che sfidò le Brigate Rosse» o «Tutta la vita davanti» per il quale ottiene la sua prima candidatura al Nastro d’Argento come migliore attore non protagonista). «La commedia rappresenta in maniera precisa un sogno, un’esigenza che, dati i momenti convulsi che viviamo, si fa quasi utopia», spiega Ghini. Che scherzando confessa: «Per scrivere le note di regia ho avuto proprio bisogno di un’ora di tranquillità. La commedia mi è stata segnalata da un direttore di teatro che l’aveva appena vista a Parigi. La prima lettura è stata immediatamente rivelatrice delle potenzialità del testo. Una intelaiatura da farsa, composta e sviluppata con eleganza che non disdegna la memoria geometrica di tanta commedia francese cinica e moderna, che ancora continua ad essere fonte di ispirazione per molti film di successo». La stessa «Ora di tranquillità» che, nell’allestimento di Ghini si avvale della produzione dell’associazione culturale La Pirandelliana, scenografia di Roberto Crea, e costumi di Silvia Frattolillo, è stata recentemente tradotta in una pellicola cinematografica a firma di Patrice Leconte, campione di incassi in Francia. «Une heure de tranquillité» è arrivata anche in Italia con il titolo di «Tutti pazzi in casa mia».

La rassegna ha sottoscritto il manifesto dei teatri accessibili e ha aderito all’iniziativa Teatri 10 e lode promossa dall’Associazione disMappa: compatibilmente al numero dei posti riservati, disabile e accompagnatore potranno assistere a ogni spettacolo al prezzo speciale di 10 euro.

INFORMAZIONI tel. 0458006100 e www.ilgrandeteatro.comune.verona.it
e www.teatrostabileveneto.it
Vendita biglietti al Teatro Nuovo, tel. 0458006100.
Servizio biglietteria anche presso BOX OFFICE, via Pallone 16, tel. 0458011154.

 


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