20140809 Carmina Burana Arena di Verona dismappa 358 Spettacoli

Andrea Battistoni torna a dirigere i Carmina Burana in Arena


Arena di Verona
25 Agosto 2015 – ore 22.00

Carmina Burana di Carl Orff

La Feltrinelli e Fondazione Arena di Verona propongono un appuntamento speciale dedicato al pubblico della nostra città per presentare il Festival lirico 2014 e approfondire la serata dedicata ai Carmina Burana di Carl Orff. Ospite il Maestro Andrea Battistoni che racconterà in modo semplice e diretto il capolavoro di Orff, che dirigerà sabato 9 agosto all’Arena di Verona. E' la prima volta che u Carmina Burana vengono rappresentati in Arena. Introduce l’incontro il Direttore Artistico Paolo GavazzeniIl 25 agosto tornano i Carmina Burana di Carl Orff, il grande affresco musicale di poesia medievale che lo scorso anno ha riscosso enorme successo, risuonando per la prima volta tra le antiche pietre dell’Arena di Verona.
Per questa magica serata Andrea Battistoni si conferma alla guida di Orchestra e Coro areniani.

Direttore d’Orchestra Andrea Battistoni

Maestro del Coro Salvo Sgrò

BARITONO
Mario Cassi

SOPRANO
Jessica Pratt

CONTROTENORE
Raffaele Pe

Coro di Voci bianche A.LI.VE diretto da Paolo Facincani

Coro di Voci bianche A.d’A.MUS. diretto da Marco Tonini

Orchestra, Coro e Tecnici dell’Arena di Verona

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ARENA. Presentato l’evento del 25 agosto, le composizioni di Orff dirette dal maestro veronese

«I miei Carmina Burana come un concerto rock»

Angela Bosetto

Battistoni: «L’atmosfera che si crea è la stessa». E non mancheranno fuoco, fiamme e giochi di luce. Tre cantanti, coro areniano e voci bianche

venerdì 21 agosto 2015 SPETTACOLI, pagina 51

Fin dal loro debutto (avvenuto a Francoforte l’8 giugno 1937) i Carmina Burana di Carl Orff hanno conquistato una fama internazionale e un posto fisso all’interno dei repertori teatrali di tutto il mondo. Nella storia dei concerti sinfonici areniani, però, erano “i grandi assenti”. Questo fino all’estate 2014, quando hanno debuttato sul palco dell’anfiteatro sotto la bacchetta di Andrea Battistoni, sfiorando il tutto esaurito.Logico quindi che la Fondazione Arena non ci abbia pensato due volte a riproporre l’evento anche quest’anno, con la speranza, citando il direttore artistico Paolo Gavazzeni, «di ripetere la stessa serata indimenticabile».L’appuntamento è fissato per martedì 25 agosto alle 22. Insieme a Battistoni, torneranno il Controtenore Raffaele Pe, il Coro areniano (diretto da Salvo Sgrò) e il doppio Coro di Voci bianche: A.LI.VE e A.d’A.MUS, guidati rispettivamente da Paolo Facincani e da Marco Tonini. Cambieranno, invece, il soprano e il baritono: stavolta ascolteremo Jessica Pratt e Mario Cassi, forti del loro recente esordio areniano nell’apprezzatissimo Barbiere di Siviglia (dove interpretano Rosina e Figaro).Dal canto suo, Battistoni non vede l’ora di tornare a dirigere iCarmina Burana. «Ricordo la serata dell’anno scorso come una delle mie più belle esperienze in Arena», ha raccontato ieri mattina durante la conferenza stampa. «Orff, che veniva dalla tradizione romantica, ha scritto iCarmina allo scopo di coinvolgere il pubblico, sposando i ritmi sincopati della modernità alle poliritmie di Stravinskij. Inoltre, grazie al cinema, alla tv e persino alla pubblicità, chiunque ormai conosce il celeberrimo brano O Fortuna».«La gente viene per sentire O Fortuna e scopre un intero mondo» aggiunge Gavazzeni. «Avendo la possibilità di leggere i testi tradotti ne scoprirebbe un altro ancora». Difatti le ventiquattro composizioni musicate da Orff (tratte da una raccolta di poesie medievali dell’XI e XII secolo, tramandate attraverso il Codex Latinus Monacensis 4550 o Codex Buranus, da cui il nome Carmina Burana) sono in latino, alto tedesco antico e provenzale. Ma l’uso di lingue così remote non ne limita in alcun modo l’effetto sugli spettatori, anzi. «L’atmosfera che si crea durante l’esecuzione areniana non ha nulla da invidiare a quella di un concerto rock», sottolinea Battistoni. E proprio come in un grande spettacolo rock ci saranno fuoco, fiamme e giochi luminosi (curati da Paolo Mazzon): davanti a un simile allestimento chi avrebbe il coraggio di obiettare che la musica classica è “roba da vecchi?”Il giovane direttore veronese ammette comunque di essere decisamente più rilassato rispetto all’estate scorsa. «Allora avevamo l’incognita dell’acustica e della possibile reazione del pubblico. Quest’anno arrivo senza ansie. Però voglio sempre regalare agli spettatori il miglior concerto possibile».

 


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