20140322 Isabella Caserta attori Teatro Laboratorio Verona Teatro Nuovo

Erano tutti miei figli di Arthur Miller


Erano tutti miei figli di Arthur Miller chiude la rassegna Il Grande Teatro.

Lo spettacolo ha per protagonisti Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini.

La stagione 2013-14 del Grande Teatro si conclude nel nome di Arthur Miller, uno dei più importanti autori americani del secondo dopoguerra. Da martedì 18 marzo (alle 20.45) a domenica 23 va in scena Erano tutti miei figli (All my sons), dramma datato 1947 che fu il primo grande successo teatrale di Miller. La pièce, proposta nella traduzione di Masolino d’Amico, ha come protagonisti Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini, diretti da Giuseppe Dispasquale nell’allestimento del Teatro Stabile di Catania, Doppiaeffe production s.r.l. e Compagnia di Prosa.

Profondo osservatore del suo tempo, Miller prese sempre posizione sulle problematiche della società, una società capitalistica che descrisse già nell’opera L’uomo che ebbe tutte le fortune (The man who had all the luck), suo esordio come drammaturgo nel 1944 cui fece seguito, tre anni più tardi, proprio Erano tutti miei figli che segnò una svolta nella sua carriera.

Drammatico scontro generazionale e nello stesso tempo aspra denuncia del cinismo e della spregiudicatezza di una certa classe imprenditoriale votata solo al proprio tornaconto, Erano tutti miei figli sottolinea come siano gli errori del passato a condizionare e determinare il presente. Joe Keller (Mariano Rigillo) è un industriale senza scrupoli che, durante la Seconda Guerra mondiale da poco conclusa, non ha esitato a trarre profitto dalla vendita di pezzi difettosi all’Aeronautica militare americana, causando la morte di ventuno piloti tra i quali probabilmente c’è anche il figlio Larry che da tempo non dà notizie di sé. La verità si fa strada attraverso una tragica sequenza di fatti intrecciati tra loro. Saranno proprio questi a far sì che Kate (Anna Teresa Rossini), la moglie di Joe, da tempo chiusa in una finta spensieratezza e in perenne attesa del ritorno di Larry, capisca finalmente cosa è successo.

Anche Chris, l’altro figlio di Joe, mette il padre di fronte alle proprie responsabilità. Solo allora, l’uomo prenderà coscienza di ciò che ha fatto e sarà travolto dalla disperazione. In

Erano tutti miei figli c’è dunque il dramma dell’uomo stritolato dai meccanismi capitalistici e soggiogato dai falsi miti del denaro e del successo a qualsiasi costo. Un uomo che, alla fine, circondato da una società corrotta che ha sacrificato l’etica al miraggio del guadagno, perderà tutti i suoi affetti.

«L’impianto concepito per la nostra messinscena – dice il regista Dispasquale – trasporta lo spettatore dentro al perimetro di un interno alto-borghese le cui pareti assorbono da anni verità malcelate e ansie manifeste di responsabilità troppo a lungo sottaciute… A prevalere è il modello della società di massa, la ricerca acritica di un benessere solo economico, inconsapevole, o peggio, incurante, di conseguenze funeste».

Coprotagonista, al fianco di Mariano Rigillo, è Anna Teresa Rossini, attrice marchigiana che ha alle spalle una solida carriera in teatro dove ha lavorato spesso con Armando Pugliese e con altri registi tra cui Giancarlo Cobelli, Luigi Squarzina, Mario Missiroli, Aldo Trionfo e Antonio Calenda. Fra i riconoscimenti ottenuti il premio Adelaide Ristori (1985) per l’interpretazione del ruolo di Regan nel Re Lear di Shakespeare. Tra i registi che l’hanno diretta al cinema, Massimo Troisi (Pensavo fosse amore invece era un calesse) e Cristina Comencini (Va’ dove ti porta il cuore). L’attrice ha anche preso parte ad alcune fiction televisive tra cui George Sand, La neve nel bicchiere e Il commissario Rex. Gli altri interpreti di Erano tutti miei figli sono Ruben Rigillo (Chris Keller), Silvia Siravo (Ann Deever), Filippo Brazzaventre (dr. Jin Bayliss), Barbara Gallo (Sue Bayliss), Enzo Gambino (Frank Lubey), Annalisa Canfora (Lydia Lubey) e Giorgio Musumeci (George Deever). Scene di Antonio Fiorentino, costumi di Silvia Polidori, luci di Franco Buzzanza.