20121021-rosacortilemuseoperarenaverona Schede accessibilità

AMO – Museo dell’Opera di Verona


Al  Museo dell’Opera è agevolmente accessibile alle carrozzine. Il primo piano è servito da ampio ascensore a vetri con interessante vista sui merli del palazzo, l’interno si visita senza problemi (eccetto alcune teche troppo alte per permettere una buona visione) e il personale, tutto al femminile, è cordiale e disponibile.

Dal 23 aprile 2013 inaugurano

LE NUOVE MOSTRE ALL’AMO DI VERONA

Il biglietto è gratuito per persona con disabilità e 1 accompagnatore.

Ho evidentemente sbagliato l’ingresso, questa la risposta ricevuta alla mia richiesta di informazioni

Il Museo prevede gratuità per persone diversamente abili con accompagnatore.
I biglietti li potrà richiedere direttamente presso la nostra biglietteria che si trova lato via Massalongo al num. 7 (orario 9.30-18.45).
Abbiamo un ascensore per portarvi al  piano espositivo e uno al termine della visita, le nostre hostess sono a disposizione per accompagnarvi.

Si veda anche

I bagni disabili all’Arena Museo Opera

Sul sito web purtroppo non si trovano informazioni per i disabili

la ricerca google sul dominio amo non trova il termine disabili

Nota bene: alla pagina dei biglietti non viene segnalata la tariffa per persona con disabilità e accompagnatore (ultimo controllo il 30 gennaio 2015)

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Art. 8

Le sedie a rotelle e le carrozzine per bambini, non particolarmente ingombranti, sono ammesse negli spazi dell’esposizione. La Direzione declina ogni responsabilità per eventuali danni a terzi arrecati da questi veicoli o subiti dai loro occupanti.

Inaugurato il 23 giugno 2012 a Palazzo Forti il Museo dell’Opera – AMO, dichiara la missione di  MuseOpera è contribuire alla valorizzazione e alla divulgazione della cultura Operistica Italiana con l’esposizione di documenti originali, utilizzando tecniche multimediali che raccontano il percorso creativo e imprenditoriale italiano.
Partiture autografe, lettere, appunti dei grandi compositori Bellini, Rossini, Donizetti, Verdi, Puccini, costumi, scenografie, bozzetti, fotografie. I materiali esposti hanno carattere storico e documentaristico, in parte provenienti dal glorioso Archivio Ricordi e in parte dall’Archivio dell’Arena.
Il concetto guida del nuovo Museo è accompagnare il visitatore attraverso il sorprendente processo creativo della messa in scena di un’opera: dal primo schizzo alla rappresentazione teatrale, dalla stesura del libretto alla scrittura della partitura, dal disegno delle scenografie e dei costumi alla preparazione dei cantanti, sino all’effettiva produzione teatrale.
Il percorso e l’accesso fra i vari spazi avviene attraverso tende di velluto rosso porpora pesante, della stessa consistenza di un vero sipario, che oltre a fornire un richiamo stilistico preciso al teatro d’opera tradizionale, hanno lo scopo di isolare acusticamente al meglio gli ambienti. L’illuminazione è distribuita con corpi illuminanti protetti, in modo da non interferire con gli schermi su cui vengono proiettati gli audiovisivi e le teche. Attraverso un’esperienza multimediale personalizzata e interattiva, AMO conduce il pubblico lungo un percorso “dedicato” alla comunicazione di informazioni e suggestioni, finalizzati a coinvolgere e appassionare i visitatori.
Sono 7 le macrosezioni che occupano 15 sale di Palazzo Forti:
Libretto
Vengono esposti i libretti originali di F. Maria Piave per Rigoletto e La Traviata, anche quello del 1853 con le note manoscritte dalla censura che ne ha modificato il titolo in Violetta. E ancora quello di Antonio Ghislanzoni per Aida, di S. Cammarano per Il Trovatore. E per finire quello di Giuseppe Adami e Renato Simoni per Turandot e il libretto di Illica e Giacosa per Tosca.
Partitura
Per la prima volta esposte al pubblico in Italia, tutte provenienti dagli archivi Ricordi, sei partiture autografe di Giuseppe Verdi: Aida, Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata e due di Giacomo Puccini, Turandot e Tosca.
Bozzetti
Sempre dagli Archivi Ricordi è possibile vedere gli originali di Hohenstein per Tosca, di Girolamo Magnani per Aida, e di Mario Sala per Rigoletto. Provenienti dall’Archivio della Fondazione Arena di Verona si potranno ammirare i bozzetti originali di Ettore Fagiuoli per l’edizione di Aida rappresentata nel 1913 all’Arena e quelli di Pietro Aschieri per Tosca del 1939.
Scenografia
Sarà come salire sul palcoscenico! Una sala intera è dedicata alla scenografia dell’Aida di Zeffirelli nella produzione della Fondazione Arena di Verona.
VociI visitatori possono ascoltare durante la visita numerose, grandi arie delle opere Aida (Se quel guerrier io fossi!), Turandot (Tu che di gel sei cinta), Il Trovatore (Di quella pira), La Traviata (Libiam nei lieti calici, Follie follie).
Costumi
Dalla sartoria dell’Arena di Verona sono esposti diversi costumi di scena di Turandot, Tosca e Aida. A rotazione saranno in mostra anche costumi utilizzati negli spettacoli in cartellone.
Rappresentazione
Nell’ultima sala, comodamente seduti, si possono rivedere alcuni spettacoli realizzati nelle passate stagioni dell’Arena: Aida, La Traviata, Il Trovatore, Nabucco, Rigoletto, Tosca, Turandot e Roméo et Juliette.
Per l’allestimento di AMO sono stati utilizzati: 400 mq di velluto, 1600 metri di tessuto blu, 350 metri di tulle, 12 chilometri di cavi elettrici, 2800 viti, 2000 chiodi, 1000 metri lineari di legno, 50 kg di colla, 100 kg di vernice.

Direzione e concept del Museo a cura di Kikka Ricchio
PALAZZO FORTI
Palazzo Forti, ora di proprietà di Fondazione Cariverona, è storicamente uno dei più importanti edifici di Verona. Costruito in epoca medievale, fu ampliato e abbellito da illustri architetti fino all’Ottocento, divenendo ai primi dello stesso secolo residenza ufficiale di Napoleone Bonaparte.
Nel 1937 il palazzo fu donato da Achille Forti alla città di Verona per diventare, come da volontà testamentarie, sede museale. Dal 1982 al 2011 ha ospitato la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Verona.
Non è stato fatto alcun intervento edilizio all’interno dei locali del museo, né sui pavimenti né sugli impianti, tantomeno a carico degli apparati decorativi; sono state realizzate esclusivamente opere di rinfresco delle tinteggiature, dei serramenti interni ed esterni e delle pareti di alcuni locali.
Tutto il percorso espositivo di AMO è coperto da Wi-Fi
Palazzo Forti, ingresso da Via Massalongo, 7
Biglietteria e Guardaroba
Ingresso da via A.Forti 1 accesso al Cortile l Shop, Self-bar
Uscita su corso Sant’Anastasia
Dal 2013: spazio espositivo per le mostre temporanee, spazio multimediale
Arena MuseOpera, orari
Aprile/Settembre: sempre aperto, dalle 9 alle 19.30
Ottobre/Marzo: da martedì a domenica 9.30/19.30- lunedì 14.30/19.30-
lunedì mattina: chiuso
Fondazione Arena di Verona
Arena Extra
AGSM a sostegno di AMO Arena MuseOpera

LAVORO. Le dipendenti del museo senza stipendio incontrano i capigruppo, verifiche con Fondazione e Arena Extra

Amo, ora il caso si allarga al Comune

venerdì 30 gennaio 2015 CRONACA, pagina 12
Si allarga anche al Comune il caso dei lavoratori del museo Amo che dal giugno scorso sono senza stipendio, di cui L’Arena ha riferito nei giorni scorsi. Alla dozzina di dipendenti, donne, della cooperativa di servizi Ns Servizi integrati Srl (prima dell’ottobre scorso era Ng Cooperativa multiservizi) che lavoravano ad Amo, il museo della lirica allestito a Palazzo Forti e gestito dalla Fondazione Arena attraverso la sua società Arena Extra, se ne aggiungono altrettanti che nei mesi scorsi hanno lavorato alla mostra di Monet, in Gran Guardia. E anche nel palazzo stesso, di proprietà comunale, all’accoglienza, alla reception e alla biglietteria.

Le lavoratrici di Amo hanno già presentato un’ingiunzione di pagamento alla cooperativa di servizi Ns Servizi integrati Srl che ha vinto l’appalto da Arena Extra, la «costola» della Fondazione Arena per gestire spettacoli e attività extra-lirica.
E ieri pomeriggio una rappresentanza del gruppo ha incontrato in municipio la conferenza dei capigruppo in Consiglio comunale, in una riunione informale per fare luce sulla questione. L’obiettivo era anche quello di informare i consiglieri del Comune, che è socio della Fondazione Arena, di cui il sindaco Flavio Tosi è presidente. Dalla riunione è emerso che la ventina di lavoratori è rimasta, per un numero svariato di mesi, senza stipendio. Per questo i gruppi consiliari chiederanno al servizio manifestazioni del Comune di fare luce sui rapporti di lavori intercorsi fra il Comune e la cooperativa, per la mostra di Monet e anche per il servizio alla Gran Guardia. Chiederanno inoltre delucidazioni ad Arena Extra, attraverso la Fondazione Arena, per verificare se il problema dei mancati pagamenti — come già parrebbe — è responsabilità della cooperativa o se ciò coinvolge anche Arena Extra.
In ogni caso, considerando che i dipendenti hanno lavorato per conto di società pubbliche (pur se assunti dalla cooperativa) e in spazi e manifestazioni pubblici e di proprietà comunale, i consiglieri di Palazzo Barbieri intendono svolgere tutte le verifiche.E.G.


1 commento on AMO – Museo dell’Opera di Verona

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