The-Taming-of-the-Shrew-Propeller-verona

Per il gran finale, il 65° Festival Shakespeariano dell’Estate Teatrale Veronese punta su una commedia giovanile del Bardo che il pubblico di tutti i tempi ha mostrato di amare molto: La bisbetica domata. L’allestimento, in scena da giovedì 25 a sabato 27 luglio (alle 21.15) al Teatro Romano, presenta un particolare motivo di interesse: è recitato in lingua originale con sopratitoli in italiano da quella che viene considerata a pieno titolo la compagnia britannica che meglio interpreta l’opera e lo spirito di Shakespeare, la prestigiosa Propeller Theatre Company. La regia è di Edward Hall. Proprio come ai tempi del grande autore inglese, la compagnia è composta di soli uomini che, dunque, nella commedia The Taming of the Shrew (questo il titolo originale) interpretano anche ruoli femminili. Gli spettacoli della Propeller, rappresentati in ventidue Paesi, continuano ad entusiasmare critica e pubblico, con verve e brio. Gli attori recitano, cantano, ballano, suonano strumenti, non solo durante la rappresentazione vera e propria: prima dell’inizio e durante l’intervallo, infatti, coinvolgono il pubblico e lo intrattengono con sorprese e sketch, proprio come è accaduto nel 2003 e nel 2011, quando gli inglesi si esibirono al Teatro Romano ottenendo grande successo con, rispettivamente, A Midsummer Night’s Dream e The comedy of errors in edizioni brillanti e piene di humour. The Taming of the Shrew sviluppa un intreccio comico attorno al tema dell’eterno conflitto uomo-donna per la conquista del primato in famiglia. La premessa è semplice: il ricco padovano Battista non darà in moglie la secondogenita Bianca, mite e gentile fanciulla, innamorata di Lucenzio, finché non riuscirà a trovare marito alla primogenita Caterina, scorbutica e insolente. L’impresa non spaventa però lo spavaldo veronese Petruccio, deciso a domare Caterina e a sposarla per ereditarne le ricchezze. Così, anche Bianca potrà coronare il suo sogno d’amore. Il tutto avviene sotto gli occhi dell’ubriacone Sly, vittima di scherzi e inganni da parte dei suoi amici. Gli eventi si succedono in un’atmosfera frizzante, piena di nonsense, calembour, doppi sensi, stravaganze. È l’undicesima volta che La bisbetica domata viene proposta al Teatro Romano: la prima risale al 1956, protagonisti Enrico Maria Salerno (Petruccio) e Anna Maria Guarnieri (Caterina), diretti da Franco Enriquez. Nel corso degli anni, attori molto famosi si sono alternati nei panni di Petruccio e Caterina: Glauco Mauri e Valerina Moriconi sono stati protagonisti di ben due allestimenti, rispettivamente nel 1962 e nel ’74 sempre con la regia di Franco Enriquez. Si ricordano poi le coppie Franco Branciaroli-Mariangela Melato (’92, regia di Marco Sciaccaluga) e Michele Placido-Elisabetta Pozzi (’98, regia di Gigi Dall’Aglio). L’edizione più recente è quella del 2009 con la versione in veneto della commedia, la coppia Natalino Balasso-Stefania Felicioli nei ruoli principali e la regia di Paolo Valerio e Piermario Vescovo. The Taming of the Shrew di Edward Hall è improntata al più rigoroso rispetto del testo Shakespeariano coniugato a ritmo e creatività. A proposito della commedia, il regista Hall spiega: «Il tema del “travestimento” che svela la verità è una delle chiavi di lettura di The Taming of the Shrew, un’affascinante indagine sulla lotta tra i sessi. Divertente, crudele, talvolta intensamente lirica, la commedia è scritta con l’eccitazione di un giovane autore che scopre i suoi doni misurandosi con le sue idee sulla natura dell’amore». Lo spettacolo ha ottenuto critiche molto lusinghiere. Ha scritto Magda Poli sul Corriere della Sera: «è un flusso di simpatia, di complicità nel gioco, di allegra finzione quello che si stabilisce tra il fantastico gruppo dei Propeller e il pubblico. Una sensazione avvolgente perché lo spettacolo ha inizio al botteghino, si estende nell’intervallo e si chiude con le porte del teatro. Attori bravissimi che non solo recitano, cantano e ballano in ruoli femminili, ma hanno un profondo sentire ludico, che trasmettono a piene mani, meglio, a pieno corpo». Ugualmente entusiasta Francesca Motta del Sole 24 Ore: «Il successo internazionale della compagnia è decisamente meritato. I testi shakespeariani assumono una rara fluidità narrativa, i personaggi si rinvigoriscono tra fisicità dirompente, costumi azzeccati, in un clima fantasmagorico e anticonformista…Un’occasione imperdibile per vedere Shakespeare a modo suo». Questo il cast: Vince Leigh (Petruccio e Sly), Dan Wheeler (Caterina), Finn Hanlon (Lucenzio), Liam O’Brien (Tranio), Ben Allen (Biondello), Chris Myles (Battista), Arthur Wilson (Bianca), John Dougall (Gremio), Gary Shelford (Ortensio), Benjamin O’Mahony (Grumio e un pedante), Joseph Chance (Curzio), Christopher Hayward (un sarto e una vedova), Darrell Brockis (Vincenzo e un servo), Lewis Hart (ensemble). Scene e costumi di Michael Pavelka, musica di Propeller con arrangiamenti e musica originale di Jon Trenchard, adattamento del testo Edward Hall e Roger Warren. Produzione Propeller in associazione con The Touring Partnership in collaborazione con l’Estate Teatrale Veronese. In Italia grazie alla collaborazione con Duetto 2000 – Roma.

Per il gran finale, il 65° Festival Shakespeariano dell’Estate Teatrale Veronese punta su una commedia giovanile del Bardo che il pubblico di tutti i tempi ha mostrato di amare molto: La bisbetica domata. L’allestimento, in scena da giovedì 25 a sabato 27 luglio (alle 21.15) al Teatro Romano, presenta un particolare motivo di interesse: è recitato in lingua originale con sopratitoli in italiano da quella che viene considerata a pieno titolo la compagnia britannica che meglio interpreta l’opera e lo spirito di Shakespeare, la prestigiosa Propeller Theatre Company. La regia è di Edward Hall.

Proprio come ai tempi del grande autore inglese, la compagnia è composta di soli uomini che, dunque, nella commedia The Taming of the Shrew (questo il titolo originale) interpretano anche ruoli femminili.

Gli spettacoli della Propeller, rappresentati in ventidue Paesi, continuano ad entusiasmare critica e pubblico, con verve e brio. Gli attori recitano, cantano, ballano, suonano strumenti, non solo durante la rappresentazione vera e propria: prima dell’inizio e durante l’intervallo, infatti, coinvolgono il pubblico e lo intrattengono con sorprese e sketch, proprio come è accaduto nel 2003 e nel 2011, quando gli inglesi si esibirono al Teatro Romano ottenendo grande successo con, rispettivamente, A Midsummer Night’s Dream e The comedy of errors in edizioni brillanti e piene di humour.

The Taming of the Shrew sviluppa un intreccio comico attorno al tema dell’eterno conflitto uomo-donna per la conquista del primato in famiglia. La premessa è semplice: il ricco padovano Battista non darà in moglie la secondogenita Bianca, mite e gentile fanciulla, innamorata di Lucenzio, finché non riuscirà a trovare marito alla primogenita Caterina, scorbutica e insolente. L’impresa non spaventa però lo spavaldo veronese Petruccio, deciso a domare Caterina e a sposarla per ereditarne le ricchezze. Così, anche Bianca potrà coronare il suo sogno d’amore. Il tutto avviene sotto gli occhi dell’ubriacone Sly, vittima di scherzi e inganni da parte dei suoi amici. Gli eventi si succedono in un’atmosfera frizzante, piena di nonsense, calembour, doppi sensi, stravaganze.

È l’undicesima volta che La bisbetica domata viene proposta al Teatro Romano: la prima risale al 1956, protagonisti Enrico Maria Salerno (Petruccio) e Anna Maria Guarnieri (Caterina), diretti da Franco Enriquez. Nel corso degli anni, attori molto famosi si sono alternati nei panni di Petruccio e Caterina: Glauco Mauri e Valerina Moriconi sono stati protagonisti di ben due allestimenti, rispettivamente nel 1962 e nel ’74 sempre con la regia di Franco Enriquez. Si ricordano poi le coppie Franco Branciaroli-Mariangela Melato (’92, regia di Marco Sciaccaluga) e Michele Placido-Elisabetta Pozzi (’98, regia di Gigi Dall’Aglio). L’edizione più recente è quella del 2009 con la versione in veneto della commedia, la coppia Natalino Balasso-Stefania Felicioli nei ruoli principali e la regia di Paolo Valerio e Piermario Vescovo.

The Taming of the Shrew di Edward Hall è improntata al più rigoroso rispetto del testo Shakespeariano coniugato a ritmo e creatività.

A proposito della commedia, il regista Hall spiega: «Il tema del “travestimento” che svela la verità è una delle chiavi di lettura di The Taming of the Shrew, un’affascinante indagine sulla lotta tra i sessi. Divertente, crudele, talvolta intensamente lirica, la commedia è scritta con l’eccitazione di un giovane autore che scopre i suoi doni misurandosi con le sue idee sulla natura dell’amore».

Lo spettacolo ha ottenuto critiche molto lusinghiere. Ha scritto Magda Poli sul Corriere della Sera: «è un flusso di simpatia, di complicità nel gioco, di allegra finzione quello che si stabilisce tra il fantastico gruppo dei Propeller e il pubblico. Una sensazione avvolgente perché lo spettacolo ha inizio al botteghino, si estende nell’intervallo e si chiude con le porte del teatro. Attori bravissimi che non solo recitano, cantano e ballano in ruoli femminili, ma hanno un profondo sentire ludico, che trasmettono a piene mani, meglio, a pieno corpo».
Ugualmente entusiasta Francesca Motta del Sole 24 Ore: «Il successo internazionale della compagnia è decisamente meritato. I testi shakespeariani assumono una rara fluidità narrativa, i personaggi si rinvigoriscono tra fisicità dirompente, costumi azzeccati, in un clima fantasmagorico e anticonformista…Un’occasione imperdibile per vedere Shakespeare a modo suo».

Questo il cast: Vince Leigh (Petruccio e Sly), Dan Wheeler (Caterina), Finn Hanlon (Lucenzio), Liam O’Brien (Tranio), Ben Allen (Biondello), Chris Myles (Battista), Arthur Wilson (Bianca), John Dougall (Gremio), Gary Shelford (Ortensio), Benjamin O’Mahony (Grumio e un pedante), Joseph Chance (Curzio), Christopher Hayward (un sarto e una vedova), Darrell Brockis (Vincenzo e un servo), Lewis Hart (ensemble).

Scene e costumi di Michael Pavelka, musica di Propeller con arrangiamenti e musica originale di Jon Trenchard, adattamento del testo Edward Hall e Roger Warren. Produzione Propeller in associazione con The Touring Partnership in collaborazione con l’Estate Teatrale Veronese. In Italia grazie alla collaborazione con Duetto 2000 – Roma.

Per il gran finale, il 65° Festival Shakespeariano dell’Estate Teatrale Veronese punta su una commedia giovanile del Bardo che il pubblico di tutti i tempi ha mostrato di amare molto: La bisbetica domata. L’allestimento, in scena da giovedì 25 a sabato 27 luglio (alle 21.15) al Teatro Romano, presenta un particolare motivo di interesse: è recitato in lingua originale con sopratitoli in italiano da quella che viene considerata a pieno titolo la compagnia britannica che meglio interpreta l’opera e lo spirito di Shakespeare, la prestigiosa Propeller Theatre Company. La regia è di Edward Hall.

Proprio come ai tempi del grande autore inglese, la compagnia è composta di soli uomini che, dunque, nella commedia The Taming of the Shrew (questo il titolo originale) interpretano anche ruoli femminili.

Gli spettacoli della Propeller, rappresentati in ventidue Paesi, continuano ad entusiasmare critica e pubblico, con verve e brio. Gli attori recitano, cantano, ballano, suonano strumenti, non solo durante la rappresentazione vera e propria: prima dell’inizio e durante l’intervallo, infatti, coinvolgono il pubblico e lo intrattengono con sorprese e sketch, proprio come è accaduto nel 2003 e nel 2011, quando gli inglesi si esibirono al Teatro Romano ottenendo grande successo con, rispettivamente, A Midsummer Night’s Dream e The comedy of errors in edizioni brillanti e piene di humour.

The Taming of the Shrew sviluppa un intreccio comico attorno al tema dell’eterno conflitto uomo-donna per la conquista del primato in famiglia. La premessa è semplice: il ricco padovano Battista non darà in moglie la secondogenita Bianca, mite e gentile fanciulla, innamorata di Lucenzio, finché non riuscirà a trovare marito alla primogenita Caterina, scorbutica e insolente. L’impresa non spaventa però lo spavaldo veronese Petruccio, deciso a domare Caterina e a sposarla per ereditarne le ricchezze. Così, anche Bianca potrà coronare il suo sogno d’amore. Il tutto avviene sotto gli occhi dell’ubriacone Sly, vittima di scherzi e inganni da parte dei suoi amici. Gli eventi si succedono in un’atmosfera frizzante, piena di nonsense, calembour, doppi sensi, stravaganze.

È l’undicesima volta che La bisbetica domata viene proposta al Teatro Romano: la prima risale al 1956, protagonisti Enrico Maria Salerno (Petruccio) e Anna Maria Guarnieri (Caterina), diretti da Franco Enriquez. Nel corso degli anni, attori molto famosi si sono alternati nei panni di Petruccio e Caterina: Glauco Mauri e Valerina Moriconi sono stati protagonisti di ben due allestimenti, rispettivamente nel 1962 e nel ’74 sempre con la regia di Franco Enriquez. Si ricordano poi le coppie Franco Branciaroli-Mariangela Melato (’92, regia di Marco Sciaccaluga) e Michele Placido-Elisabetta Pozzi (’98, regia di Gigi Dall’Aglio). L’edizione più recente è quella del 2009 con la versione in veneto della commedia, la coppia Natalino Balasso-Stefania Felicioli nei ruoli principali e la regia di Paolo Valerio e Piermario Vescovo.

The Taming of the Shrew di Edward Hall è improntata al più rigoroso rispetto del testo Shakespeariano coniugato a ritmo e creatività.

A proposito della commedia, il regista Hall spiega: «Il tema del “travestimento” che svela la verità è una delle chiavi di lettura di The Taming of the Shrew, un’affascinante indagine sulla lotta tra i sessi. Divertente, crudele, talvolta intensamente lirica, la commedia è scritta con l’eccitazione di un giovane autore che scopre i suoi doni misurandosi con le sue idee sulla natura dell’amore».

Lo spettacolo ha ottenuto critiche molto lusinghiere. Ha scritto Magda Poli sul Corriere della Sera: «è un flusso di simpatia, di complicità nel gioco, di allegra finzione quello che si stabilisce tra il fantastico gruppo dei Propeller e il pubblico. Una sensazione avvolgente perché lo spettacolo ha inizio al botteghino, si estende nell’intervallo e si chiude con le porte del teatro. Attori bravissimi che non solo recitano, cantano e ballano in ruoli femminili, ma hanno un profondo sentire ludico, che trasmettono a piene mani, meglio, a pieno corpo».
Ugualmente entusiasta Francesca Motta del Sole 24 Ore: «Il successo internazionale della compagnia è decisamente meritato. I testi shakespeariani assumono una rara fluidità narrativa, i personaggi si rinvigoriscono tra fisicità dirompente, costumi azzeccati, in un clima fantasmagorico e anticonformista…Un’occasione imperdibile per vedere Shakespeare a modo suo».

Questo il cast: Vince Leigh (Petruccio e Sly), Dan Wheeler (Caterina), Finn Hanlon (Lucenzio), Liam O’Brien (Tranio), Ben Allen (Biondello), Chris Myles (Battista), Arthur Wilson (Bianca), John Dougall (Gremio), Gary Shelford (Ortensio), Benjamin O’Mahony (Grumio e un pedante), Joseph Chance (Curzio), Christopher Hayward (un sarto e una vedova), Darrell Brockis (Vincenzo e un servo), Lewis Hart (ensemble).

Scene e costumi di Michael Pavelka, musica di Propeller con arrangiamenti e musica originale di Jon Trenchard, adattamento del testo Edward Hall e Roger Warren. Produzione Propeller in associazione con The Touring Partnership in collaborazione con l’Estate Teatrale Veronese. In Italia grazie alla collaborazione con Duetto 2000 – Roma.

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