Schede accessibilità

Funicolare Castel San Pietro (senza fermata intermedia), accessibilità disabili


via Santo Stefano
aperta in estate dalle 11 alle 21

Primo giorno di apertura al pubblico della nuova funicolare:

La salita

Il panorama usciti dalla funicolare

La discesa

Il mini ascensore all’entrata

Il 9 giugno 2017 è stata inaugurata la funicolare, che avrebbe dovuto anche sopperire all’inaccessibilità del Museo Archeologico del Teatro Romano. Come l’anno scorso è stato riaperto il Museo senza averlo reso accessibile, ora la funicolare viene aperta senza lo scalo intermedio, speriamo lo sarà presto.

Accessibilità disabili

Nel piazzale della funicolare ci sono 2 parcheggi riservati.

via Santo Stefano vista dal semaforo di Ponte Pietra

I 2 parcheggi riservati ai visitatori con disabilità all’inizio della piazza

L’entrata principale ha la scalinata (senza corrimano).
L’entrata laterale (sul lato destro guardando l’edificio) non è segnalata ed è gestita tramite mini ascensore.

L’ascensore necessita del personale per essere azionato, per richiedere assistenza bisogna suonare il campanello blu.
La zona antistante l’ascensore presenta alcune pendenze.

Visti gli spazi sarebbe stato preferibile avere uno scivolo con corrimano (funzionale anche per chi usa il bastone) sulla scalinata principale, che avrebbe permesso una più autonoma entrata alla biglietteria senza, peraltro, suddividere in categorie i visitatori; questa soluzione (detto senza conoscere eventuali vincoli per questo edificio anteguerra) comporta spese di manutenzione e, in caso di blackout, non permette alle persone di disabilità di uscire; oltre a impegnare il personale per l’assistenza (comunque attento, gentile e disponibile)

Ai visitatori con disabilità + accompagnatore, anche se non specificato nelle tariffe, è riservato biglietto ridotto + omaggio

L’impianto dispone di bagni accessibili e attrezzati sia alla stazione a valle che a monte:

L’impianto dispone anche di percorso per non vedenti. La salita, che dura poco più di un minuto, regala bellissimi panorami.

La fermata intermedia per il Museo Archeologico non è ancora attiva

All’arrivo a Castel San Pietro c’è un primo terrazzo panoramico inaccessibile con scalini, come anche l’altro terrazzo più ampio.

Per scendere al piazzale sottostante è stato creato uno scivolo con pendenze intervallate a piani, comodo in carrozzina (il corrimano è in metallo, non il migliore materiale quando batte il sole).

vedi anche

Riapre il Museo archeologico del Teatro Romano, ma solo per chi cammina


Da quanto si legge sul sito del Comune (che non specifica che la fermata intermedia non è ancora attiva), non sembra si sia pensato alle persone con disabilità nemmeno per le tariffe

Il Sindaco ha inaugurato oggi la funicolare che collega Santo Stefano a Castel San Pietro e che, da domani, sarà aperta ai cittadini e ai turisti.
L’opera, di proprietà del Comune, è stata finanziata da Fondazione Cariverona con un importo di circa 6 milioni di euro e costruita dall’impresa altoatesina Leitner.
La lunghezza del percorso inclinati è di 159 metri lineari con un dislivello di 55 metri. L’ascensore potrà trasportare 25 passeggeri; è prevista una fermata intermedia per la visita del parco archeologico del Teatro Romano.
La gestione dell’impianto sarà affidata ad Agec.
Le tariffe: per adulti 2 euro andata e ritorno (1 euro a tratta); biglietto ad 1 euro per bambini al di sotto dei 10 anni e per gli over 65; per gruppi superiori alle 15 persone 1 euro e mezzo. Per il primo mese di apertura, il biglietto sarà gratuito per i veronesi che abbiano compito il 65esimo anno di età.

Castel San Pietro, dopo 73 anni torna in funzione la funicolare

Lunga 159 metri con un dislivello di 55, offre una vista mozzafiato sulla città. Trasporta 25 persone l’orario estivo è dalle 11 alle 21
sabato 10 giugno 2017 CRONACA, pagina 17

Taglio del nastro ieri per la nuova funicolare di Castel San Pietro che da oggi sarà aperta a veronesi e turisti.A compiere il primo viaggio di 159 metri lineari con vista mozzafiato sulla città e un dislivello di 55 metri, dalla stazione di Santo Stefano al Castello che in futuro dovrebbe ospitare il nuovo museo di Storia naturale c’era il sindaco Flavio Tosi, alla sua ultima inaugurazione dopo dieci anni di amministrazione. L’ascensore verticale, che può trasportare 25 passeggeri, sarà gestito dall’Agec e nel primo mese di attività il biglietto sarà gratuito per i veronesi che abbiano compiuto 65 anni. L’orario estivo, in vigore fino al 31 ottobre, è dalle 11 alle 21 e il costo del biglietto è di 2 euro (1 euro per i bambini fino a 10 anni per gli over 65). Per il momento (si stanno ultimando alcuni interventi strutturali) non è prevista la fermata intermedia al museo archeologico del Teatro Romano. L’opera, di proprietà del Comune, è stata finanziata dalla Fondazione Cariverona con 6 milioni di euro e costruita dalla altoatesina Leitner.

Funicolare di Verona

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Funicolare di Verona
Cartolina di Castel San Pietro con la funicolare
Cartolina di Castel San Pietro con la funicolare
Localizzazione
Stato Italia Italia
Località Verona
Dati tecnici
Tipo funicolare
Stato attuale soppressa
Apertura 1941
Chiusura 1944
Velocità 3 m/s
Portata 200 passeggeri/ora
Gestore Azienda Gestione Servizi Municipali
Percorso
Stazione a valle Borgo Trento
Stazione a monte Castel San Pietro
Lunghezza 180 m
Dislivello 55 m
Pendenza max 36%
Trasporto a fune

La funicolare di Verona, concepita negli anni precedenti la prima guerra mondiale allo scopo di valorizzare le peculiarità turistiche dell’area di Castel San Pietro, fu realizzata a ridosso del secondo periodo bellico in un contesto socio-economico nel frattempo profondamente mutato, che ne comportò la chiusura già nel 1944.

Dopo numerosi piani e progetti per il suo recupero, l’impianto risulta in corso di ricostruzione come ascensore inclinato e la sua riapertura è prevista entro il mese di aprile 2017.

Storia

Le vicende della funicolare di Verona sono strettamente legate all’utilizzo del complesso di Castel San Pietro[1], posto in posizione panoramica sulla collina cittadina a nord dell’Adige.

I primi progetti in tal senso risalgono agli anni 1930, epoca in cui il citato complesso sito nel rione Santo Stefano fungeva da sede dell’Accademia di belle arti Gian Bettino Cignaroli (in seguito ospitata in via C. Montanari) e per raggiungere la quale si rendeva necessario un sistema di trasporto altresì fruibile dal traffico turistico già in quegli anni fiorente[1].

La realizzazione della funicolare fu deliberata dal consiglio comunale il 1º luglio 1939 e la costruzione fu attuata dalla società fondata dall’ingegner Tommaso Agudio[2].

L’esercizio fu avviato il 4 novembre 1941 ad opera della Azienda Gestione Servizi Municipali del Comune di Verona, con undici corse giornaliere effettuate dalle 8:30 alle 18:30, sufficienti rispetto alle esigenze dell’Accademia Cignaroli ed eventualmente incrementabili in caso di bisogno. Le tariffe di corsa semplice erano curiosamente differenziate nei due sensi ed era comunque presente un biglietto di andata e ritorno; scarso successo commerciale ebbero gli abbonamenti per gli studenti[1], segno che il traffico non raggiungeva i livelli previsti.

L’avvento della seconda guerra mondiale e le relative ristrettezze economiche imposero la cessazione dell’esercizio nel 1944; al termine delle ostilità la mutata destinazione d’uso di Castel San Pietro e il mancato decollo di un vero e proprio traffico turistico suggerirono di non riaprire l’impianto.

La ricostruzione

Diverse proposte di ricostruzione della funicolare si succedettero nel corso degli anni ottanta e novanta, portando la Regione Veneto ad uno stanziamento dedicato[3] e all’AMT di Verona a redigere un apposito studio preliminare[4].

Negli anni duemila il Comune di Verona, previe ulteriori analisi[1], decise per una riapertura sotto forma di ascensore inclinato[5]

L’opera, che gode di un finanziamento di circa 6 milioni di euro a cura della fondazione CariVerona[6], nuova proprietaria dell’area, è affidata a Leitner[7].

Caratteristiche

Planimetria d’epoca

Dal punto di vista tecnico l’impianto originario non richiese la realizzazione di particolari opere d’arte, eccezion fatta per i due fabbricati di arrivo e partenza e due ponti in pietra e muratura. Una scala di servizio era presente a fianco della linea[1].

Il dislivello di 55 metri veniva coperto con un’estesa di 180 m dotata della pendenza quasi costante del 36%. Le rotaie, del normale tipo ferroviario Vignoles, erano ancorate su traverse in calcestruzzo[1].

La configurazione utilizzata era quella del diffuso sistema “va e vieni”; l’impianto era dotato di due vetture le quali, stanti i carichi previsti in sede di progetto, avevano la modesta capacità di 10 passeggeri, ma richiedevano comunque il presenziamento da parte di un conducente. Il carico massimo per asse risultava di 750 kg e per il loro movimento era installato un argano motore della potenza di 19,4 kW il quale trascinava la fune alla velocità di 3 m al secondo. La capacità di trasporto potenziale, comprendendo entrambi i sensi, risultava di circa 200 passeggeri/ora[1].

Il nuovo impianto in fase di costruzione, concepito come ascensore inclinato, comprenderà un’ulteriore fermata intermedia a servizio del Museo archeologico al teatro romano. La via di corsa è prevista della larghezza di 6 metri per una lunghezza complessiva di 154 metri,[6], coperta da una sola cabina da 25 passeggeri, azionata da un sistema elettromeccanico da 30 kW che consente di percorrere il tracciato in 75 secondi a una velocità massima di 2,5 m/s, per una capacità di 600 passeggeri all’ora (300 per senso di marcia).[8]