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Ersiliadanza: De Rerum Natura


Teatro Camploy di Verona
31 luglio / 1 agosto 2015, ore 21.15

Ersiliadanza
DE RERUM NATURA (LA NATURA DELLE COSE)

ideazione, coreografia e regia Laura Corradi
creato con i danzatori Midori Watanabe e Gianluca Possidente
musiche originali Fabio Basile
disegno luci e allestimento scenico Alberta Finocchiaro
assistente alla coreografia Midori Watanabe
costumi Veronica Nieddu
direttore organizzativo Augusto Radice
fotografa di scena Antonella Anti
produzione Estate Teatrale Veronese
con il sostegno di MiBAC – dipartimento dello spettacolo e Regione del Veneto-Arco

prima nazionale

Una riflessione “molto fisica” sulla necessità di ridimensionare il predominio dell’uomo sulla terra, incapace più che mai di tutelare e rispettare la sua casa fatta di erba, cielo, natura e dai suoi abitanti non umani. Se si ripartisse dal prendere coscienza del fatto che all’origine deriviamo tutti dalla stessa materia? Uomini animali prati mari montagne alberi stelle e pianeti tutti… Può cambiare qualcosa il fatto di riflettere sulle parole di filosofi, poeti, scienziati e letterati che hanno affermato fin dall’antichità che “La sostanza all’origine di ogni cosa è unica, predefinita ed eterna”?
Lucrezio, nato intorno al 96 a.C., enuncia nel suo De Rerum Natura il principio fondamentale delle teorie atomiche: “mai nessuna cosa nasce dal nulla per virtù divina” e nulla si riduce al nulla, solo si trasforma. 
Anche Albert Einstein dichiara: tutto è fatto di energia, noi, le cose che ci circondano, gli animali, la natura. Essa non si può distruggere, però si può variare il suo stato, esprimendo una diversa frequenza.
Quando l’astrofisica Margherita Hack parla della natura del cielo, dell’essenza dei corpi celesti e dei segreti dell’universo, dice che “pianeti, stelle, galassie possono essere spiegati con parole semplici, accostandoli alle cose della vita, perché sono fatti della nostra stessa sostanza… È molto probabile che siamo figli dell’universo, tutti quanti, ogni forma di vita, figli delle stelle”.
Una danza che si forma e si trasforma, una ricerca fisica dalle tante possibilità, corpi che cambiano tra materia ed energia, la voce inconfondibile di Margherita Hack che con semplicità racconta le sue stelle…
(Laura Corradi

Finale e i lunghi applausi alla prima

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Gli spettacoli di danza prevedono ingresso gratuito per spettatori con disabilità e accompagnatori, visto il numero limitato dei posti si consiglia di prenotare con boxoffice

TEATRO CAMPLOY. Convince il «De Rerum Natura» di Laura Corradi

Dall’uomo all’universo a passo di danza

di Simone Azzoni
Ottima prova di Gianluca Possidente e Midori Watanabe. Splendide le luci della Finocchiaro
L’Arena, domenica 02 agosto 2015 SPETTACOLI, pagina 46

«De Rerum Natura» di Ersiliadanza al Camploy FOTO BRENZONI
È un respiro in crescendo l’ultimo lavoro di Laura Corradi visto al Camploy e il De Rerum natura, da cui prende il titolo, non è che la domanda delle domande a cui nemmeno Margherita Hack ha dato risposte. Forse alla coreografa veronese di Ersiliadanza non interessa nemmeno sapere se l’universo è finito o infinito e se la sostanza delle stelle è la sostanza delle creature celesti. Quello che ci dice è che fare domande è umiltà e dono. Non siamo al centro del mondo, la comunicazione tra gli essere umani è perfettibile come il nostro non è il migliore dei mondi possibili, anzi. Per capirlo occorre fare un viaggio partendo dalla banalità del linguaggio svuotato per arrivare alla sua esplosione e poi a “rivedere” le stelle. Lui (Gianluca Possidente) corteggia lei (Midori Watanabe) ma non è amore il vuoto rincorrersi di gesti e frammenti di canzoni; può essere ironia, comicità ma non basta. Per essere universo occorre provare il grottesco di essere come gli animali. Provare ad essere cane, gru e sentire che l’eleganza dell’animale non è in quell’aggregato incidentale di materia che è l’uomo. La prima parte scivola via nel comico delle relazioni stucchevoli e improduttive di un uomo e una donna che comunque rimangono all’origine dell’universo, biblicamente. Si, c’è la grazia dei fiori apprezzata già nello spettacolo Cappuccetto Rosso, ma è la piccolezza di una relazione che scompare nell’infinità dell’universo, avrebbe detto Giordano Bruno. Poi c’è l’esplosione di Antoniana memoria (Zabriskie Point) e tutto ritorna all’origine. La voce registrata di Alfonso De Filippis recita parte del De Rerum Natura, un Virgilio nel nostro viaggio. Il corteggiamento svanisce nella sua ripetitiva inutilità, l’amore delle parole logore lascia il posto allo stupore di essere parte di un tutto, fuochi di una ellisse che non ha centro perché non c’è punto di vista privilegiato. Prima una tensione latente, la fragilità dei terrestri. Dopo l’esplosione dà inizio alla danza e alla sua disperata dolcezza. É un viaggio nell’essere parte e dentro e materia delle cose. Essere cielo, animali, sostanze e luoghi. La danza si fa ricominciamento di una esistenza che questa volta trae dalla relazione dei corpi un senso per l’amore. Non è l’amore all’origine dell’universo ma è di più: il farsi altro di se e da se. Margherita (Hack) lo sa anche se rimbomba l’omonima canzone di Cocciante. È il non prendersi completamente sul serio di Laura Corradi. Siamo fatti di calcio, silicio, come le stelle, ritorneremo ad essere stelle, intanto le guardiamo distesi a pancia in su. E splendide, come sempre le luci di Alberta Finocchiaro.



Laura Corradi su dismappa