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Verona News intervista disMappa


Nicoletta Ferrari racconta Dismappa, la guida a Verona accessibile

Verona tutto l’anno, Verona per tutti: sono belle parole, ma nei fatti? Nicoletta Ferrari
presidente dell’associazione Dismappa, porta avanti dal 2012 un lavoro di grande utilità pratica e sociale, che le concretizza e aiuta le persone con disabilità – anche temporanea: basta una gamba rotta per aver bisogno di una carrozzina o di una stampella – ad orizzontarsi nella nostra città, senza ostacoli.

La Verona ritratta dal 2012 da disMappa – spiega Nicoletta – è quella vista dalla sedia a rotelle da una donna innamorata della propria città natale. Un generoso tributo alla città scaligera e un costante impegno per renderla sempre più accogliente: per tutti. Dopo 5 anni d’intensa attività sul territorio, svolta interamente a titolo di volontariato (disMappa è associazione di promozione sociale senza fini di lucro), il sito www.dismappa.it è diventato il punto di riferimento cittadino per l’accessibilità – ed esempio virtuoso a livello nazionale – di luoghi ed eventi per residenti e turisti con disabilità, e non solo, come dimostrano gli oltre 9 milioni e mezzo di visite totali“. Sono stati individuati oltre 500 punti d’interesse e compilata la mappa google (nella home page del sito), che non ha eguali nel web in termini di ricchezza di contenuti, unica completamente progettata e realizzata da chi vive quotidianamente su 4 ruote. La mappa, gratuita e compatibile con tutti i dispositivi – da browser o con app di google maps – ed è suddivisa in 10 livelli, per permettere di selezionare le categorie di interesse:

  • Monumenti, musei, gallerie d’arte e turismo
  • Pubblica utilità, università, biblioteche
  • Teatri e luoghi di spettacolo
  • Chiese
  • Parcheggi disabili
  • Bagni accessibili
  • Shopping
  • Enogastronomia
  • Farmacie, salute e cura della persona
  • Shopping ed enogastronomia non accessibili

Ogni punto d’interesse è corredato da fotografie e quelli totalmente o parzialmente accessibili hanno link alla scheda dettagliata, con l’indicazione dei diversi gradi di accessibilità. “Si è deciso di segnalare anche luoghi non accessibili – continua la presidente – sperando che possano un domani diventare verdi; oltre al censimento, disMappa si impegna, infatti, anche a diffondere la cultura dell’accessibilità  – vedi le mostre “Cambio di prospettiva” e “Verona on wheels” o l’iniziativa “25 aprile – Liberazione dalle Barriere” – e, a cuore, anche graficamente, dell’attività è nata Casa disMappa, innovativo esempio di ospitalità senza barriere, gratuita nel cuore di Verona, per chi vuol passare dalle mappe ai fatti!“.

Quanto impegno dietro le quinte?  “Al progetto disMappa ho dedicato alcune ore tutti i giorni negli ultimi 5 anni, in quanto la mappatura non si è limitata ai soli monumenti o siti turistici, ma è stata ampliata sia alle sedi di cultura e spettacolo che alle attività commerciali. Ho documentato su dismappa la vita cittadina nel suo complesso, partecipando a molte iniziative, spettacoli, manifestazioni. Anche se i punti di interesse sulla mappa google hanno ampiamente oltrepassato i 500 ancora, molto resta da segnalare, e, soprattutto per i locali commerciali, tenere aggiornato“.

Che attenzione hai ricevuto, se l’hai ricevuta, dall’amministrazione comunale? “L’amministrazione comunale ha finora considerato le tematiche dell’accessibilità come inerenti ai soli servizi sociali; credo che il contributo che sta dando disMappa possa essere di interesse per altre aree come cultura e turismo. Nel 2014 è stato fatto un primo incontro con i teatri cittadini per il Manifesto dei teatri accessibili, che mi auguro avrà un seguito includendo anche il Teatro Filarmonico e Ristori, per presentare Verona come esempio anche in altri luoghi. I teatri firmatari (Nuovo, Camploy, Laboratorio, San Massimo, Ippogrifo, Fucina Culturale Macchiavelli) hanno concordato di agevolare la prenotazione (spesso difficile per i sempre pochi posti disponibili e l’impossibilità di utilizzare per questi posti i normali circuiti di prenotazione online), definiti i termini generali per i biglietti (non esiste alcuna normativa al riguardo) e la fruizione degli spettacoli e di applicare una tariffa anch’essa accessibile “10 e lode” ossia biglietto per persona con disabilità + accompagnatore a 10 euro.
Sono stati fatti piccoli interventi concreti, come l’accessibilità al GAM a Palazzo della Ragione; rendere stabile la rampa per il vallo dell’Arena, che fino a 2 anni fa veniva tolta dopo la stagione lirica (purtroppo ancora non segnalata); resa accessibile in autonomia l’entrata agli spettacoli dell’Estate Teatrale Veronese“.

Quanto Verona si può considerare città “virtuosa” dal punto di vista dell’accessibilità? “E’ proprio per questo che disMappa ha deciso di valorizzare la città, auspicando un effetto di contagio positivo. Il centro storico è splendido e godibile anche in sedia a rotelle, come dimostrano le migliaia di persone in carrozzina che ho fotografato in questi anni. Chiaramente, le zone pedonali e la ztl rendono la visita più agevole e tanto si potrebbe, e si dovrebbe, migliorare; ma parlando con i turisti “on wheels”, ho quasi sempre sentito grandi elogi alla città.
Mi auguro che in futuro potranno migliorare alcuni grandi punti di interesse, come il Museo di Castelvecchio (eliminando il ghiaino in entrata e magari riuscendo a disporre di bagno accessibile), il cortile della Casa di Giulietta e la zona antistante il Museo degli Affreschi (riducendo il dislivello del ciottolato); si aumentino le discese nel marciapiede attorno all’Arena (al momento solo 2, di cui una scompare nella zona transennata durante la stagione lirica) e si segnali la rampa, si ripristini l’accessibilità in Sala Birolli… Non sono grandi interventi, ma sicuramente migliorerebbero l’accoglienza dei turisti; purtroppo, nonostante la recente ristrutturazione che prevedeva la messa a norma per i visitatori con disabilità, il Museo Archeologico al Teatro Romano risulta ancora totalmente inaccessibile“.

A livello nazionale, questa tua mappa è un caso unico? “DisMappa, che è associazione e sito articolato, oltre alla sintesi della mappa google, per quanto ne sappia è unica in termine di completezza e corredo di immagini, e mi risulta sia anche l’unica completamente progettata e realizzata da chi vive  e documenta quotidianamente una città su ruote; non ultimo è del tutto gratuita sia per chi la consulta sia per gli esercizi commerciali che vengono inseriti (unico requisito è che siano accessibili). Caso unico è anche Casa disMappa, che dal 2016 offre la stanza sede dell’Associazione per varie attività e incontri (partecipando ai vari festival cittadini come Tocatì, Verona Risuona, Hostaria, Non c’è differenza Festival) e la stanza di cortesia o pernottamento, gratuita e prenotabile online, rivolta esclusivamente a turisti in carrozzina“.

Un messaggio al nuovo sindaco/sindaca in arrivo: cosa manca ancora? “Quello che mi sento di consigliare al prossimo sindaco o sindaca è di provare a svolgere una normale giornata su una carrozzina e constatare come tutto cambia. DisMappa ha già segnalato alcuni punti e chiesto i programmi per l’accessibilità ai futuri sidaci e 5 candidati/e hanno risposto. Piccole azioni potrebbe contribuire a migliorare la cultura dell’accessibilità, ad esempio: segnalare le entrate accessibili quando non corrispondono alle principali (ad esempio Palazzo della Gran Guardia e rampa Arena), concedere contributi e organizzare manifestazioni pubbliche solo in luoghi accessibili (ricordando che siamo tutti contribuenti); regolamentare che nelle nuove ristrutturazioni l’entrata degli esercizi commerciali sia nella vetrina con meno dislivello“.

A tal proposito, che suggerimenti tecnici potresti dare a tanti locali che, per la loro architettura storica, non riescono a garantire accessibilità totale (pensiamo a scalini, locali stretti, ostacoli dati dall’antichità delle costruzioni)? “Quando non sono possibili interventi in locali storici ci sono pochi consigli da dare, se non segnalarlo nei loro siti“.

Brava, Nicoletta: un lavoro che valorizza sul serio l’ospitalità veronese: ricordiamoci, molto semplicemente, che dove entra una sedia a rotelle entrano tutti, ma non viceversa.