20150307_p1320483 Rassegna stampa

Storie di donne, premiata anche dismappa


Ieri alla sala convegni della Gran Guardia sono stati consegnati dall’Assessore Anna Leso gli attestati di riconoscimento a 5 realtà femminili veronesi, tra cui anche dismappa

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Gli articoli sul quotidiano L’Arena di oggi 8 marzo, a firma di Alessandra Galetto

FEMMINILE, PLURALE. Alla Gran Guardia l’incontro organizzato dalle Pari Opportunità del Comune con protagoniste del mondo delle professioni, delle arti e del sociale

Coraggio, talento, impegno: storie di donne

La sfida contro l’handicap, la lunga lotta contro la droga, il carcere e il «ritorno alla vita», la conciliazione lavoro-famiglia

Il buio di anni vissuti nella schiavitù dell’eroina e la lenta riconquista di una vita fuori dal tunnel della droga, anche attraverso l’esperienza del carcere: ora la voglia di ricominciare e la disponibilità a raccontare per essere di sostegno ad altri. L’improvvisa condizione di handicap dovuta ad un incidente che l’ha costretta, ancora giovanissima, sulla sedia a rotelle, vinta attraverso il talento artistico, l’intelligenza, probabilmente la forza di volontà e sicuramente la passione per la vita. La sfida di trovarsi un’eccezione femminile in un mondo ancora dominato dagli uomini, quella della medicina e degli incarichi ospedalieri, e la tenacia che l’ha portata non solo ad una brillante carriera ma anche al contatto umano con migliaia di donne colpite dalla malattia proprio nella loro femminilità. E ancora l’affermazione nella professione del commercio, la sfida di trasformare il proprio handicap in occasione di sostegno al prossimo, l’impegno a sostegno delle donne con alle spalle storie di emarginazione e dolore per il loro reinserimento sociale e lavorativo. Sono le «Storie di Donne» che ieri hanno fatto da filo conduttore all’incontro organizzato dall’assessorato alle Pari Opportunità del Comune alla Gran Guardia per la ricorrenza dell’8 marzo.
Una scelta, quella perseguita in questo incontro che si è intelligentemente smarcata dalla retorica di troppe celebrazioni che affollano queste giornate dedicate alle donne e che talvolta rischiano di trasformare la necessità della riflessione (il ricordo delle ingiustizie, l’impegno per le conquiste, il lungo cammino in nome di una vera parità ancora da percorrere) in un frastornante vocio che fa sembrare superflua la ricorrenza. Dando voce e spazio alle testimonianze, questo appuntamento di «Ottomarzo. Femminile, plurale» ha saputo parlare con forza. Introdotte dai saluti dall’assessore al Sociale Anna Leso, del prefetto Perla Stancari, del direttore del carcere Maria Grazia Bregoli, del consigliere incaricato alla Cultura Antonia Pavesi e della senatrice Cinzia Bonfrisco, hanno dunque ottenuto attestati di riconoscimento per la loro forza, capacità e creatività, Sara Granzotto di Microcosmo, ex detenuta, sfuggita alla prigionia della droga nella quale era caduta per amore di un uomo, oggi impegnata a «tornare ad essere partecipe della società, tornare alla vita»; Nicoletta Ferrari , creatrice di Dismappa; Annamaria Molino, responsabile dell’Unità operativa di Senologia, il Gruppo Donne Galm, gruppo di animazione lesionati midollari, Terziario Donna Confcommercio, rappresentato da Roberta Girelli, la cooperativa sociale Quid. 

Dismappa, Verona ritratta dalla carrozzina

domenica 08 marzo 2015 CRONACA, pagina 13

È l’autrice dell’immagine fotografica che rende speciale la locandina di questa edizione di «Ottomarzo. Femminile, plurale». Ritrae le gambe di una donna scalza che si muovono agili nell’acqua, con una veste viola che svolazza: una femminilità che esprime forza e sensualità. Stiamo parlando di Nicoletta Ferrari, ideatrice del sito Dismappa, una mappa della nostra città e dei suoi luoghi ed eventi impostata sulla accessibilità anche alle persone che vivono su una carrozzina. Proprio come lei, Nicoletta, in seguito ad un incidente che le è capitato da giovane.
«In tre anni ho fatto oltre 3mila foto di persone che vivono in carrozzina, Fotografo con grande libertà, mi piace soprattutto fotografare il genere umano», spiega Nicoletta. «La foto della locandina l’ho scattata ad un concerto all’Arsenale, l’inconsapevole protagonista è la cantante Silvia Manfrini. Diciamo che la foto c’è perchè io ho potuto essere lì, nel senso che era un luogo in cui potevo arrivare. Forse non tutti sanno che in via Mazzini su 90 negozi solo una decina sono accessibili alle carrozzine, pensati senza gradini. Una città con luoghi accessibili è una città più accogliente per tutti».
C’è una straordinaria bellezza nella foto della locandina. Si può dire che questa è un’immagine della bellezza della femminilità?
«La bellezza», osserva Nicoletta, «può essere colta in tanti modi. Quello che mi spiace, e che non avrei creduto accadesse, io nata negli anni Sessanta, tempo di grandi rivendicazioni, è vedere le più giovani rispondere ad un cliché di bellezza sexy a tutti i costi. Essere sexy per scelta con chi si vuole è divertente, doverlo essere sempre per tutti è una noiosa schiavitù». A.G.

http://www.larena.it/videos/1984_tg_sera/99782/