Scultura e installazioni

Medhat Shafik, prima pAReTe con l’installazione Palmira


Galleria d’arte Moderna Achille Forti
Palazzo della Ragione
6 giugno – 30 settembre 2017

Medhat Shafik è il protagonista della seconda edizione di prima pAReTe, un progetto a cura della responsabile della direzione artistica della Galleria d’Arte Moderna di Verona Patrizia Nuzzo, che intende valorizzare, mettendoli “in prima pagina”, gli artisti contemporanei le cui opere sono parte della collezione della Gam.

Per l’artista egiziano – di cui la Galleria ha acquisito l’installazione La dimora del poeta (2004) e ha allestito la personale Le città invisibili (2007) – si tratta di un ritorno ed insieme di una nuova prova: egli crea appositamente per gli spazi della Torre Mozza a Palazzo della Ragione un’installazione di grande fascino ed impatto che nasce nell’ambito di un recente progetto intitolato Palmira.

Un lavoro, ispirato alla spettacolare città siriana, luogo di incontro tra Occidente e Oriente, segnata dalle distruzioni dei siti archeologici, sul quale l’artista precisa:
“Ricerco il recupero simbolico dei luoghi archeologici, che sono la memoria dell’uomo, l’essenza della civiltà. Vorrei ricostruire metaforicamente Palmira. Palmira può essere ovunque, proprio perché per me simboleggia il recupero della civiltà, l’onda lunga del nostro essere umani e nel contempo la sua distruzione. Palmira è di tutti noi, anzi, Palmira siamo noi e non deve essere distrutta”.

La sua riflessione non ha implicazioni politiche o religiose, ma è una ricerca universale sulla bellezza e sull’incontro tra civiltà: le tele di juta, i colori a olio e gli acrilici, le garze, i tessuti dai colori splendenti, i legni antichi, gli ossidi, gli stucchi, i pigmenti e i fili di lana dai colori naturali, divengono una metafora delle stratificazioni della storia.

L’iniziativa nasce – in sintonia con la progettualità di prima pAReTe – in collaborazione con la Galleria Marcorossiartecontemporanea che presenta le opere del ciclo Palmira nelle sue sedi di Verona, Milano e Pietrasanta.

………………………………………………………………………………….

Medhat Shafik è nato in Egitto nel 1956. Dal 1976 vive e opera in Italia. Definito dal Metropolitan Museum di New York come uno dei più interessanti artisti del mondo arabo del XX secolo, Shafik, artista di successo internazionale, coniuga le suggestioni e i colori dell’arte orientale con le più avanzate tecniche compositive delle avanguardie occidentali.
La sua consacrazione arriva nel 1995, quando alla Biennale di Venezia il Padiglione Egitto – da lui rappresentato insieme a due altri artisti – viene premiato con il Leone d’Oro delle Nazioni. Nel 2003 Vince “The Nile Grand Prix” alla IX Cairo International Biennale. Nel 2004 la sua opera La dimora del poeta entra a far parte della collezione d’arte contemporanea della Galleria d’Arte Moderna di Verona e nel 2005 partecipa alla rassegna internazionale Identità e nomadismi curata da Lorenzo Fusi e Marco Pierini al Palazzo delle Papesse di Siena.
Nel 2007 tiene la personale Le città invisibili, curata da Giorgio Cortenova e Patrizia Nuzzo, alla Gam di Verona dove, sempre nel 2007, ritorna in occasione della mostra internazionale Il Settimo Splendore, curata da Giorgio Cortenova, che inaugura Palazzo della Ragione. Del 2011 è la personale alla Fondazione Stelline di Milano curata da A.C.Quintavalle; nel 2012 presenta una retrospettiva alla Pilotta di Parma curata dallo CSAC e vince il primo premio alla Biennale de Il Cairo. Una scultura monumentale dell’artista, in marmo di Carrara, dal 2013 è allestita nel Museo della Scultura all’aperto dell’Idroscalo di Milano. Nel 2014 espone a Dubai negli Emirati Arabi. Nel 2015 partecipa alla rassegna internazionale Nel Mezzo del mezzo – a cura di Christine Macel, Marco Bazzini, Bartomeu Mari – a Palazzo Sant’Elia, a Palermo e la sua opera è acquisita dalla collezione permanente del Museo di Palazzo Riso. Nel 2016 diverse sue opere entrano in un’importante collezione a Ryiad; partecipa alla rassegna d’arte contemporanea allestita in otto forti austroungarici del Trentino, ArteForte.La Babele di linguaggi e di simboli legati ai conflitti con un’installazione al Forte Larino e a Forte Corno e alla mostra Gli artisti del silenzio, a Palermo. Nel 2017 espone due sviluppi del progetto Palmira al Politecinco Bovisa di Milano e all’interno della seconda edizione del progetto prima pAReTe, a Palazzo della Ragione a Verona.

vedi anche

Mostra Palmira di Medhat Shafik