Pittura

L’inferno di Buchenwald in mostra alla Frinzi


Biblioteca Frinzi
Università degli studi di Verona, via San Francesco 20.
25 gennaio-17 febbraio 2017
Tutti i giorni dalle 8.15 alle 23.45
Ingresso libero

Buchenwald.1943.1945.
L’inferno concentrazionario nazista

Inaugurazione
Mercoledì 25 gennaio ore 17.30

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La mostra prende il via dalla edizione, a cura di Cierre edizioni e ANED, Associazione nazionale ex-deportati nei campi nazisti, del volume Buchenwald. 1943-1945 in cui sono raccolte le 78 tavole che i francesi Auguste Favier (1898-1951) e Pierre Maina (1911-1987), nel campo di concentramento tedesco tratteggiarono dal vivo durante la loro prigionia tra la fine del 1943 e l’aprile del 1945. Si tratta di una testimonianza unica, anche perché fatta in tempo reale dai due autori che, in quanto “triangoli rossi” ossia deportati politici poterono lavorare perché protetti dalla resistenza interna che capì l’importanza di mantenere traccia dell’orrore cui ogni giorno gli internati assistevano. Un orrore talmente incommensurabile che, come ricorda Primo Levi nel suo I sommersi e i salvati tutti, tanto i prigionieri con disperazione quanto gli aguzzini con sicumera avevano certezza che nessuno avrebbe mai creduto a chi avesse descritto quei fatti. Ecco perché le linee tratteggiate con sicurezza da Favier a Mania diventano un potente atto d’accusa raccontando più di tante parole la ferocia di quei giorni, disegnando i corpi denutriti e svuotati dalle fatiche fisiche, i volti stanchi di chi assiste ad un concerto con la fisarmonica, i cani con le mandibole spalancate pronti ad aggredire gli insubordinati, la corda che pende da un ramo della “quercia di Goethe” che troneggia in copertina, a cui si impiccavano le persone per farne un monito.

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I disegni di Favier e Maina furono stampati la prima volta a Lione nel 1946 oggi, a settanta anni di distanza, la riedizione italiana a cura di Cierre e ANED con saggi di Maurizio Zangarini e Giovanni Battista Novello Paglianti che ci offre una testimonianza dolorosa ma al pari necessaria.

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Una drammatica e forse unica narrazione per immagini di un viaggio nell’abisso oscuro della storia del Novecento. Tra la fine del 1943 e l’aprile del 1945, Pierre Mania e Auguste Favier, due artisti francesi membri della Resistenza deportati nel lager di Buchenwald, raffigurarono in un ciclo di disegni l’inferno concentrazionario nazista in tutti i suoi aspetti. Il viaggio verso il campo nei vagoni piombati, i degradanti rituali d’ingresso, la violenza omicida delle Ss e dei kapo, le inumane condizioni di vita e di lavoro, l’estenuazione dei corpi, i supplizi inferti ai singoli, le montagne di cadaveri in attesa dei forni. Oltre alle vedute d’insieme, anche una serie di ritratti dei compagni di prigionia. La vita e la morte a Buchenwald rappresentate meticolosamente con l’aiuto del comitato clandestino interno al campo, che riuscì a rifornire i due artisti di carta e matite, proteggendoli nella loro pericolosa attività di testimonianza. Una parte dei lavori andò dispersa. Il nucleo superstite di 78 disegni venne pubblicato nel 1946 a Lione. Nel volume vengono riproposti tutti i disegni, accompagnati dalla traduzione italiana dei testi originali e da un ricco apparato di saggi.

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Immagini

https://asso-buchenwald-dora.com/archives/dessins-de-pierre-mania/