20150912-Mostra-fotografica-Pier-Luigi-Nervi-Verona Ordine degli Ingegneri di Verona

La struttura della bellezza, in ricordo di Pier Luigi Nervi


Ordine degli Ingegneri di Verona
12-30 settembre 20115

Mostra fotografica:

LA STRUTTURA DELLA BELLEZZA
Mario Carrieri interpreta l’opera di Pier Luigi Nervi

INAUGURAZIONE: Sabato 12 settembre ore 10.30, Magazzino 1

Sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona – Via Santa Teresa, 12

Gli Ingegneri di Verona inaugurano una mostra fotografica dedicata al più noto ingegnere italiano del Novecento con un convegno sul contributo di Pier Luigi Nervi alla Scuola italiana di Ingegneria

A Verona ha progettato il Ponte del Risorgimento, l’ultimo costruito all’interno della città per collegare il quartiere di San Zeno con Borgo Trento. “Suo” anche il progetto, alla fine degli anni Settanta, del silos della Biblioteca Civica di Verona, poi ristrutturata dall’architetto Ugo Camerino.

Gli Ingegneri di Verona ricordano, oggi, la figura e l’opera dell’ingegnere Pier Luigi Nervi ospitando la mostra La Struttura della Bellezza – Mario Carrieri interpreta l’opera di Pier Luigi Nervi, un progetto espositivo itinerante inizialmente prodotto dall’Associazione Pier Luigi Nervi Research and Knowledge Management Project con sede a Bruxelles – con il contributo di Italcementi e Alitalia – e gentilmente concessa al Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI).

Tra i maggiori artefici di architetture strutturali nel panorama internazionale del Moderno, Pier Luigi Nervi (Sondrio 21 giugno 1891 – Roma, 9 gennaio 1979) è stato progettista e al tempo stesso costruttore. Utilizzando prevalentemente la medesima tecnica del cemento armato, Nervi ha realizzato sparse per il mondo opere di grande fascino, coniugando arte e scienza del costruire. La sua personalità e la sua opera, come progettista e come docente, si impongono come paradigmi di un saper fare che ha colmato il distacco tra la mentalità matematico-tecnica e quella intuitivo-artistica, facendo riemergere la figura del costruttore.

La mostra vuole essere un percorso attraverso l’opera di Nervi, presentata da progetti-icona come lo Stadio Municipale di Firenze, i padiglioni di Torino Esposizioni, l’Aula delle Udienze in Vaticano o la Cattedrale di Saint Mary a San Francisco. Icone interpretate dall’obiettivo di Mario Carrieri che negli scatti ha saputo far emergere con estremo nitore i volumi potenti e le proporzioni spettacolari delle opere di Pier Luigi Nervi, cogliendo dettagli strutturali e volumi spaziali in composizioni di una eleganza perfetta.

Protagonista della fotografia d’arte e d’architettura italiana contemporanea, Mario Carrieri con la sua attività segna, nel 1959, la nascita della moderna fotografia urbana in Italia.

Le sue immagini visionarie di Milano, realizzate tra il 1957 e il 1958, sono entrate nelle collezioni del MOMA di New York. Lavorando prevalentemente in bianco e nero, Carrieri ricerca una rappresentazione ricca di sfumature dei valori plastici di un oggetto, sia esso un fiore, una scultura, un’architettura, un oggetto di design, trasfigurandoli attraverso un uso particolarissimo della luce.

Inserita nell’ambito della IV edizione della rassegna culturale Open.Ingegneri aperti alla città l’esposizione verrà inaugurata sabato 12 settembre alle ore 10.30 con il convegno “IL LINGUAGGIO DELLE STRUTTURE. Il contributo di Pier Luigi Nervi alla Scuola italiana di Ingegneria”, cui interverranno Sergio Poretti e Tullia Iori, docenti del Dipartimento di Ingegneria civile e Ingegneria informatica dell’Università Roma Tor-Vergata.

La mostra, con ingresso libero, sarà esposta dal 12 al 30 settembre nella sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona (Magazzino 1, via santa Teresa 12).

Orario:  lun. mart. giov. 9.30 -12.30; lun. merc.ven. 15.30-18.00

Informazioni su www. ingegneriverona.it

Pier Luigi Nervi

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Pier Luigi Nervi

Pier Luigi Nervi (Sondrio21 giugno 1891 – Roma9 gennaio 1979) fu un ingegnere italiano, specializzato nell’ediliziacivile. Fu socio dell’Accademia nazionale delle scienze e autore di alcune grandi opere. Collaborò con architetti di fama internazionale, tra cui Le Corbusier e Louis Kahn.

 

Biografia

Nato a Sondrio da genitori liguri, a causa del lavoro del padre (direttore postale) durante l’infanzia fu costretto a cambiare più volte residenza. Si iscrisse alla facoltà di ingegneria dell’Università di Bologna, conseguendo la laurea nel 1913. Dopo la laurea trovò lavoro nell’ufficio tecnico della Società per Costruzioni Cementizie a Bologna; qui si formò professionalmente, approfondendo i problemi di ogni tipo di struttura. Durante la prima guerra mondiale svolse servizio nelGenio militare.

Nel 1923 fondò a Roma la sua prima impresa, la Società per costruzioni Ing. Nervi e Nebbiosi, che nel 1932 divenne Nervi e Bartoli. Nel 1924 sposò Irene Calosi, da cui ebbe quattro figli. Tre di loro lo affiancheranno nel lavoro, mentre il quarto, Carlo Nervi, sarà oncologo in Roma.

La prima struttura realizzata da lui, il Ponte sul fiume Cecina nel comune di Pomarance (PI) porta la data 1920. Nel 1925 realizzò la copertura in cemento armato con apertura mobile e la galleria del teatro Politeama Pratese di Prato. Il Teatro Augusteo di Napoli fu realizzato tra il 1926 e il 1927 insieme all’ingegner cav. Gioacchino Luigi Mellucci, ma il primo lavoro a destare interesse a livello internazionale fu lo stadio “Berta” di Firenze Campo di Marte (attualmente Stadio Artemio Franchi) con le particolari scale elicoidali e la famosa Torre Maratona. Il concorso per l’opera si svolse nel 1930 e il suo progetto fu giudicato il migliore per la raffinatezza strutturale, per l’impatto delle strutture totalmente a vista e per l’attenzione al contenimento dei costi di costruzione.

Nervi continua la sua ricerca nello sviluppo delle costruzioni anche con progetti e studi di tipo programmatico. Così nel 1932 espone a Firenze lo studio per un albergo galleggiante progettato insieme all’architetto Rubens Magnani. L’albergo (non realizzato) dispone di 16 camere ed è pensato come luogo di soggiorno tipo da ancorarsi al largo in prossimità di città marine.[1] Essendo studiato per gli abitanti di queste città che non abbiano la possibilità di assentarsi dal loro luogo di residenza per una villeggiatura, l’idea contiene anche un originale aspetto funzionale che ulteriormente pone in evidenza la multiforme ricerca di Nervi.

La stessa attenzione al controllo tecnico ed economico rese vincenti anche i progetti per aviorimesse, realizzati per conto della Regia Aeronautica italiana. Glihangar generalmente erano costruiti in legno o metallo, ma all’epoca questi materiali erano preziosi e venivano destinati alla produzione bellica. Restano tuttora visibili i famosi “hangar in galleria” realizzati sull’isola di Pantelleria. Applicando innovative soluzioni nella progettazione delle ampie volte di copertura, caratterizzate da archi incrociati di cemento, tra il 1935 e il 1943 costruì due dei quattro hangar dell’idroscalo di Orbetello, i due dell’idroscalo di Marsala e i quattro dell’aeroporto di Castel Viscardo/Orvieto, impiegando l’avveniristica ed elegante struttura “geodetica”. Tali realizzazioni consentivano di ridurre il numero dei punti di appoggio, aumentando considerevolmente le luci interne destinate ad ospitare gli aerei. Nulla resta delle costruzioni di Orvieto ed Orbetello, distrutte dai tedeschi in ritirata alla fine dell’ultimo conflitto. Dopo una prima realizzazione con la tecnica tradizionale che prevedeva il getto di calcestruzzo su centine, in quelle successive sfruttò dei conci prefabbricati, collegati con getti di solidarizzazione nel corso della messa in opera, riducendo ancor di più i costi di costruzione. Da Orbetello partì un’importante spedizione di idrovolanti Savoia-Marchetti S.55 che, alla guida di Italo Balbo, attraversò l’Atlantico con scalo inIslanda. Oggi del meraviglioso complesso resta solamente qualche muro malridotto. Sono invece in buono stato di conservazione le aviorimesse coeve da lui costruite presso l’idroscalo di Marsala e sull’aeroporto di Pantelleria, in Sicilia.

La produzione degli anni trenta e quaranta (stadio di Firenze, aviorimesse), con la sua chiarezza compositiva, impose all’attenzione del pubblico Nervi, che ben presto divenne il simbolo dell’evoluzionismo in architettura, il simbolo di un continuum tra il grande passato artistico del nostro paese e il presente. In questo senso la figura di Nervi fu utilizzata dal regime fascista per propagandare il “progresso” e proposta all’opinione pubblica come un idolo, tanto che le sue opere erano conosciute anche da coloro che a malapena sapevano i nomi dei grandi maestri del Rinascimento.

Sebbene figura particolare, Nervi era comunque legato al Razionalismo Italiano e nel dopoguerra assieme a Bruno ZeviLuigi PiccinatoMario Ridolfi ed altri fu tra i fondatori nel 1945 a Roma dell’Associazione per l’Architettura organica.

Nel dopoguerra, la prima opera significativa fu il Salone per Torino Esposizioni, in cui sfruttò la nuova tecnologia del ferro-cemento per realizzare la grande volta a botte trasparente. Dal 1946 al 1961 insegnò alla facoltà di Architettura dell’Università Sapienza di Roma. Tra il 1953 e il 1958 si occupò della realizzazione della sede dell’UNESCO a Parigi e, con l’affermarsi della sua figura di progettista al di fuori dell’Italia, a questa fecero seguito numerosi incarichi internazionali. Nel 1950 fu insignito della laura honoris casua in Architettura di Buenos Aires. Seguiranno quelle di Edimburgo e Monaco (1960), Varsavia (1961), Harvard e Dartmouth College (1962), Praga (1966), Londra (1969).

La costante attenzione nei confronti del rapporto tra forma e struttura, tra architettura e ingegneria, tra etica dei costi ed estetica della costruzione, contraddistinse anche la produzione dei suoi scritti e il suo impegno come docente universitario: fra il 1945 e il 1962 fu professore incaricato di Tecnica delle costruzioni e Tecnologie dei materiali della facoltà di Architettura dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Tra il 1956 e il 1961 collaborò alla progettazione del Grattacielo Pirelli a Milano e, nello stesso periodo, alla progettazione del complesso di opere per leOlimpiadi di Roma del 1960.

Sempre del 1961 è il Palazzo del Lavoro per l’esposizione Italia 61 a Torino e la progettazione delle Cartiere Burgo a Mantova. L’incarico più prestigioso per Pier Luigi Nervi fu quello conferitogli nel 1964 da papa Paolo VI per la costruzione della nuova Aula delle Udienze Pontificie in Vaticano, tuttora nota come Aula Nervi.

Muore nel 1979 a Roma all’età di 87 anni.

La filosofia operativa

Il filo conduttore di tutta l’opera di Nervi è la staticità. Egli affermava: «Come sempre in tutta la mia opera progettistica ho constatato che i suggerimenti statici interpretati e definiti con paziente opera di ricerca e di proporzionamento sono le più efficaci fonti di ispirazione architettonica. Per me questa regola è assoluta e senza eccezioni».

La prima produzione di Nervi si scontrava comunque con una non perfetta gestione degli spazi, ma questo era dovuto in larga misura alla scarsa intesa con i collaboratori. A tal proposito esempi significativi sono il grattacielo Pirelli (19551959), il cui progetto architettonico è di Giò Ponti (Nervi ha progettato esclusivamente le strutture in cemento armato), e il grattacielo di Place Vitoria a Montreal (19621966), il cui progetto architettonico è di Luigi Moretti.

Il Nervi più autentico si manifesta nelle opere più recenti, i cui progetti sono stati redatti da lui o in collaborazione con architetti di minor calibro. Ne sono esempio il Palazzetto dello Sport di Roma (19561957, con Annibale Vitellozzi), la cartiera Burgo a Mantova (1961-1963, con il figlio Antonio), il grattacielo di Australia Square a Sydney (19611967, progetto architettonico di Harry Siedler), l’Aula delle Udienze Pontificie in Vaticano (1966-1971).

Per uno spirito contemplatore la natura riserva una miriade di spunti alla creazione, ma al contempo nell’atto della creazione e della costruzione, si rivelano i vincoli imposti dalle leggi fisiche che limitano la creatività dell’artista. Pier Luigi Nervi ha saputo, nel corso della sua vita di costruttore, superare questi vincoli in maniera brillante quanto determinata. Lo ha fatto con la sperimentazione e la ricerca (le sue coperture ne sono un esempio). Per Nervi l’arte non è concepibile soltanto come estetica, ma è pura funzionalità e staticità.

Onorificenze

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 giugno 1957[2]

Selezione di opere

Fondo fotografico

Presso la Biblioteca di Architettura di Firenze è presente un fondo iconografico sulle sue opere di circa 5000 tra negativi e lastre fotografiche di vari formati.

Galleria

Note

  1. ^ Plinio Marconi: Fiera nazionale dell’artigianato. Esposizione di architettura razionale a Firenze, in: Architettura, 11.1932/5, p. 241.
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  3. ^ La nuova sede della Società Galbani in Milano in L’architettura. Cronache e storia, anno VII, nº 75, gennaio 1962, pp. 592-601.

Bibliografia

  • Scienza o arte del costruire? Caratteristiche e possibilità del cemento armato. Roma, Edizioni della Bussola, 1945.
  • Pier Luigi Nervi. El lenguaje arquitectonico. Buenos Aires, Est. Graf. Platt SAC e I., 1951.
  • Pier Luigi Nervi. Costruire correttamente: caratteristiche e possibilità delle strutture cementizie armate. Milano, Hoepli, 1955.
  • Giulio Carlo Argan. Pier Luigi Nervi. Milano, Il Balcone, 1955.
  • Giovanni Michelucci (a cura di). Architettura d’oggi: Testi e riproduzioni di Pier Luigi Nervi, Luigi Cosenza, Franco Marescotti, Gino Levi-Montalcini, Ludovico Quaroni, Giovanni Astengo. Firenze, Vallecchi, 1955.
  • Gustavo Colonnetti. Scienza delle costruzioni: vol. III. La tecnica delle costruzioni. Le pareti sottili. Realizzazioni di Pier Luigi Nervi, Eduardo Torroja, Guido Oberti. Torino, Einaudi, 1957.
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  • Pier Luigi Nervi. Nuove strutture. Milano, Edizioni di Comunità, 1963.
  • Pier Luigi Nervi. È già iniziato l’immutabile stile del futuro?. Roma, Tip. della Pace, 1963.
  • Agnoldomenico Pica. Pier Luigi Nervi. Roma, Editalia, 1969.
  • Paolo Desideri, Pier Luigi Nervi jr, Giuseppe Positano (a cura di). Pier Luigi Nervi. Bologna, Zanichelli, 1979.
  • Silvio Ceccato (a cura di). Pier Luigi Nervi e la sua opera: incontro di studio organizzato dal Comitato del Premio Ingersoll rand Italia. Milano, Boroni, 1980.
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  • Luigi Ramazzotti (a cura di). Nervi oggi: scritti dalle mostre e dai convegni. Roma, Kappa, 1983.
  • Andrea Claudio Galluzzo, Carlo Battiloro, Francesco Varrasi. La grande vicenda dello stadio di Firenze. Firenze, Edifir, 2000. ISBN 88-7970-095-2.
  • Fausto Giovannardi” Pierluigi Nervi e l’arte di costruire” 2008, Borgo San Lorenzo (Fi).
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  • Antonucci M., Cimino V., Pier Luigi Nervi e la scuola di Ingegneria e Architettura di Bologna, «IN BO», 2012, 5, pp. 309 – 316.
  • Fausto Giovannardi. “Pier Luigi Nervi e l’arte di costruire”, Storie di ingegneria, teknoebook Ebook free
  • Micaela Antonucci, Annalisa Trentin, Tomaso Trombetti, Pier Luigi Nervi. Gli stadi per il calcio, Bologna, Bononia University Press, 2014, pp. 267.