Foto dell'incontro con la compagnia di Lost in Cyprus sulle tracce di OTELLO: Giuseppe Battiston, Paolo Civati, Federica Sandrini Piccolo Teatro di Giulietta

La leçon di Ionesco per l’Associazione Francofona


Piccolo Teatro di Giulietta
29 ottobre 2014, ore 17.00

Annarosa PoliIl favoloso Teatro de La Huchettee , con proiezioni di archivio del dott. Giuseppe Domenichini.

Nicola PasqualicchioEugène Ionesco a lezione di assurdo.

Seguiranno alcune scene tratte da La Leçon di Ionesco interpretate da Paolo Valerio, direttore artistico del Teatro Stabile, da Mme Christine Callet (in lingua francese) e dall’attrice francofona Mme F. Sandrini.

TEATRO NUOVO. Il 29 ottobre incontro sul drammaturgo dell’Ass. Universitaria Francofona

Il foyer come l’Huchette
Ionesco fa «La leçon»

Simone Azzoni

Con gli attori Federica Sandrini e Paolo Valerio Interventi di Christine Callet e Nicola Pasqualicchio

Il Foyer del Teatro Nuovo diventa un piccolo Huchette. Mercoledì 29 ottobre alle 17 è in scena l’assurdo. Un professore, un’allieva, una governante. Lui riceve lei per una lezione di matematica e filologia. Rituale del discepolo e dello scolaro, apparentemente normale se non fosse la trama de La Leçon di Ionesco, rappresentata per la prima volta nel 1951 e ora letta da Paolo Valerio, Federica Sandrini e (in francese) da Christine Callet. La situazione degenera, i dialoghi virano al parossismo, il gioco galante diventa un crescendo di minacce fino alla violenza.
L’Associazione Universitaria Francofona ha scelto questo atto unico di Ionesco per inaugurare il calendario delle attività culturali. Un esempio di come il teatro del drammaturgo parta dalla denuncia dell’ipocrisia e arrivi a smascherare il sadismo dell’insegnamento, la ferocia del processo didattico (con allusioni al nazismo) e ogni forma di potere costituito. Il tutto attraverso il linguaggio, come diranno anche gli interventi dei relatori. Il linguaggio spezzato alla maniera Dadaista, il linguaggio privo di senso e contenuto. Il linguaggio non più sentito come mezzo per comunicare, ma articolato in maniera tale da creare un ritmo aggressivo, fatto di ripetizioni sillabiche, di suoni che inibiscono mente e corpo di personaggi e spettatori, «puro gioco di parole, di scene, di immagini. Materializzazione di simboli. Liberare la tensione drammatica senza l’aiuto di nessun intrigo», come scriveva in Notes et contre-notes Ionesco.
Perché anche nell’assenza di un vero e proprio intreccio, in assenza di un linguaggio significativo si può manifestare «qualcosa di mostruoso: in quanto il teatro è essenzialmente rivelazione di cose mostruose».
O assurdo, come spigherà Nicola Pasqualicchio nella sua lezione «Eugène Ionesco a lezione d’assurdo». Il suo intervento sarà preceduto dalla relazione della presidente Annarosa Poli «Il favoloso teatro parigino de La Huchette» con proiezioni di fotografie d’epoca presentate da Beppe Domenichini.
Si potranno così rivivere i fasti e il fascino de La Huchette il teatrino parigino che ha lanciato negli anni ’50 Ionesco. Situato al numero 23 dell’omonima via, con i suoi soli ottantacinque posti, è ancor oggi frequentato da migliaia di spettatori.