20170930 Flash Mob Bibliotca Capitolare Verona 01 Biblioteche e librerie

Flash Mob per la Biblioteca Capitolare


Stamattina in Piazza Bra si è tenuto un flash mob a favore della raccolta fondi per il progetto di riqualificazione della Biblioteca Capitolare di Verona (totalmente inaccessibile a chi si muove in carrozzina) qui descritto, in cui si legge:

Una volta terminato il crowdfunding (31 dicembre 2017), raggiunto l’obiettivo, si procederà con l’avvio dei lavori per la riqualificazione della Biblioteca e Museo.

Le opere comprenderanno l’adeguamento degli impianti di sicurezza, l’abbattimento delle barriere architettoniche e la completa ristrutturazione degli ambienti per una migliore fruizione da parte dei visitatori.

Tutti i soldi raccolti andranno direttamente alla Biblioteca Capitolare di Verona e saranno investiti in primis per rendere la Biblioteca sicura e accessibile, poi per renderla maggiormente multimediale e fruibile a tutte le categorie di utenti.

La descrizione dettagliata degli interventi a favore dell’accessibilità non si trova sul sito, quando disponibile verrà qui integrata.

Al momento non esiste un vero progetto per l’eliminazione delle barriere architettoniche, ma solo un preventivo per l’allargamento dell’ascensore.

Nell’articolo del 6 ottobre non si parla dell’abbattimento delle barriere architettoniche, che non sembrano quindi risultare prioritarie nella raccolta fondi:

LA PROPOSTA. Monsignor Fasani ha spiegato a imprenditori e autorità l’idea di trasformare lo Scriptorium in museo

La Capitolare chiama a raccolta la città
Campagna sul web per salvare i tesori

Il sindaco Sboarina: «Sono disponibile a collaborare Vedremo come il Comune potrà dare una mano»

l’Arena, venerdì 06 ottobre 2017 CRONACA, pagina 21
Le «Istituzioni» di Gaio, unico testo superstite di diritto romano pregiustinianeo, e il «De Civitate Dei» di Sant’Agostino, edizione del 421 dopo Cristo. Poi l’Evangeliarium Purpureum, cioè i quattro vangeli in oro e argento su cui probabilmente giurò il re Teodorico, l’Indovinello veronese e, ovviamente, il codice di Ursicino che quest’anno compie 1.500 anni. Monsignor Bruno Fasani li ha tolti dalla cassaforte della Capitolare per mostrarli a un manipolo di visitatori d’eccezione: autorità politiche, civili e militari, e imprenditori, in totale un centinaio di persone invitate in biblioteca «per prendere coscienza di questo patrimonio, al momento sottoutilizzato» e sposare il progetto di crowdfunding per trasformare lo Scriptorium veronese, la biblioteca funzionante più antica del mondo, in un museo cittadino. Ieri sera l’inaugurazione della campagna di raccolta fondi sul web, il cui obiettivo è mettere insieme almeno 330 mila euro entro il 31 dicembre per dare il via all’adeguamento della sala consultazione e degli impianti di sicurezza, per creare sezioni espositive e didattiche e per completare la digitalizzazione del patrimonio libraio. Una riconversione che «potrebbe creare un notevole numero di posti di lavoro e far da volano al turismo di Verona, attraendo grandi folle» ha sottolineato Fasani, promotore dell’iniziativa insieme alla Fondazione Discanto, capofila del progetto, ad Avviamoci srl, Scripta srl, Entiria, Italpollini e Studio Protecno. All’evento animato dal coro della brigata alpina Orobica ha partecipato anche il sindaco Federico Sboarina, che ha assicurato la vicinanza dell’Amministrazione. «Sono disponibile a collaborare al progetto di preservare e rivitalizzare questo patrimonio veronese e dell’umanità» ha detto. «Insieme ai promotori parleremo di come l’ente locale si potrà attivare per dare una mano, nel frattempo applaudo al progetto del crowdfunding perché la si tratta di una comunità che si attiva per riscoprire i suoi tesori, un po’ come è accaduto in seguito al furto dei quadri di Castelvecchio». Fra gli altri, erano presenti anche il viceprefetto Angelo Sidotti, il consigliere regionale Stefano Casali, il rettore dell’università di Verona Nicola Sartor, i presidenti di Amia Andrea Miglioranzi e di Veronamercato Andrea Sardelli, Matteo Gasparato del Consorzio Zai. La Capitolare aveva già provato altre volte a trasformare in una esposizione permanente la propria collezione di 11mila documenti dal VII secolo in poi, molti dei quali di valore inestimabile.L’ultima nel 2015, quando sembrava ufficiale l’arrivo di un finanziamento di oltre un milione di euro in parte dalla Regione e in parte dalla Fondazione Cariverona. Sul tavolo c’era già un progetto con tanto di preventivo, ma poi non se ne fece più nulla. Il pretesto per rimettere in moto la macchina è l’anniversario del codice di Ursicino, uno dei più prestigiosi. Un tomo di un centinaio di pagine di pergamena in cui un l’omonimo amanuense, dopo aver ricopiato le vite di San Paolo e San Martino scritte da Sulpicio Severo, contravvenendo alla prassi del tempo aggiunse la data in cui terminò l’opera: 1 agosto 517. Attorno alla ricorrenza la Biblioteca Capitolare ha organizzato una serie di incontri accademici con luminari del nostro ateneo e di altre università italiane. In più fino a fine anno la Capitolare è aperta tutti i sabati e le domeniche per visite guidate su prenotazione. Domenica 8 la biblioteca apre le porte ai bambini per una serie di attività ludiche in collaborazione con la comunità ebraica di Verona.
Per vedere le donazioni si può consultare la pagina https://www.avviamoci.it/projects/i-tesori-nascosti-della-biblioteca-piu-antica-al-mondo-la-capitolare-di-verona/ ; le cifre sono però solo indicative in quanto oltre alla piattaforma di crowdfunding (in cui non è specificato se le donazioni saranno raccolte solo se verrà raggiunta la somma totale; e nella piattaforma c’è solo questo progetto al momento) le donazioni vengono raccolte con paypal o bonifico.

Foto del Flash Mob di Alessandra Corradi

LA BIBLIOTECA CAPITOLARE DI VERONA POSSIEDE UN TESORO di oltre 1200 manoscritti, 245 incunaboli, 2500 cinquecentine, 2800 seicentine e altri 70 mila volumi. Attualmente è completamente inaccessibile alle sedie a rotelle.

L’alto scalino del portone all’entrata della Biblioteca Capitolare:

L'alto scalino del portone all'entrata della Biblioteca Capitolare impedisce ai disabili di accedere, è solo la prima delle tante barriere architettoniche della biblioteca

UILDM VERONA – PER RENDERE LA BIBLIOTECA CAPITOLARE ACCESSIBILE A TUTTI

 

UILDM Verona ONLUS sarà l’associazione capofila per promuovere il MANIFESTO DELL’ ACCESSIBILITA’ CULTURALE promosso da Fondazione Discanto nell’ambito del progetto di raccolta fondi e di abbattimento delle barriere architettoniche della Biblioteca Capitolare di Verona.

Verranno coinvolti i rappresentanti delle varie associazioni aderenti alla Consulta della Disabilità del Comune di Verona che al termine di alcuni tavoli tecnici di concertazione sottoscriveranno il Manifesto che poi verrà diffuso dalle associazioni stesse e potrà essere preso come esempio dalle istituzioni culturali delle città.

fonte

Fondazione Discanto & UILDM

Zaia cancella la legge «mancia» In fumo otto milioni per Verona

Salta anche quello per la Biblioteca Capitolare

Il progetto I soldi per la Biblioteca Capitolare di Verona (nella foto, il suo direttore don Bruno Fasani), sarebbero serviti per realizzare un nuovo spazio espositivo e un archivio di catalogazione del suo patrimonio

L’avevano ribattezzata «legge mancia», lo stanziamento di 50 milioni ultimo atto della prima legislatura targata Zaia. Di questi, otto milioni per progetti sul territorio veronese. Ora il governatore vuole cancellare tutto, il provvedimento «moralizzatore» approda oggi in consiglio regionale. Se approvato, andranno in fumo i quasi 900mila euro per la biblioteca Capitolare (foto), oltre che per piste ciclabili, per gli ospedali e per le scuole. Gli ex consiglieri: «Non sono marchette, servono al territorio».

La scure di Zaia Due su Zaia Uno: oggi in consiglio regionale approda un provvedimento (che qualcuno ha già chiamato « moralizzatore » ) fortemente voluto dal governatore leghista, che cancella l’ultimo atto della sua prima legislatura, lo scorso aprile. Si tratta di quella che i giornali hann o ribattezzato «legge mancia»: uno stanziamento aggiuntivo di 50 milioni di euro frazionato in centinaia di interventi più o meno grandi direttamente indicati dai singoli consiglieri, in particolare quelli in rotta con l’allora maggioranza: Nuovo centrodestra e leghisti vicini a Flavio Tosi.

Fu la condizione per approvare il bilancio della Regione, ma era noto a tutti che la «mancia», in caso di bis di Zaia, avrebbe avuto i giorni contati. E così probabilmente sarà. Per Verona, stiamo parlando di circa otto milioni di euro (per l’esattezza: 7.906.055) che ora andranno in fumo. Ci sono, obiettivamente, stanziamenti che puzzano di marchetta, come i 20mila euro per ricordare la battaglia di Castagnaro o 100mila euro per la festa dell’Uva a Bardolino. «Ma attenzione – avverte l’oggi consigliere della Lista Tosi Andrea Bassi – quella festa permette di allungare la stagione estiva sul Garda di due settimane, con tutto l’indotto del caso». Bassi porta in particolare la paternità dei 300mila euro indirizzati a Valeggio per una pista ciclabile. «Non si può buttare il bambino con l’acqua sporca – continua – si riveda pure l’elenco, ma non può essere tutto considerato una porcheria. E se cancellare tutto è un modo per farla pagare ai consiglieri di allora, beh in realtà a pagare sono i Comuni, sempre più penalizzati, che aspettano quei fondi ».

Lo stanziamento più consistente, per Verona, sono gli 890mila euro che l’allora consigliere Ncd Giancarlo Conta fece destinare alla Biblioteca Capitolare, per un nuovo spazio espositivo e un archivio di catalogazione del patrimonio. «Per altro, era collegato ad uno stanziamento di 400mila euro di fondazione Cariverona, pure quello ora destinato a saltare – sospira Conta – Sarebbe stata una valorizzazione notevole di una realtà poco conosciuta, tra le più importanti a livello mondiale». Il prefetto della Capitolare, don Bruno Fasani, non sa se definire la vicenda «una presa per i fondelli o un voto di scambio» Questo perché «si è approvata una legge che distribuiva dei fondi, quando si aveva la coscienza che si trattava solo di uno specchietto per le allodole di tipo elettorale».

Altri consistenti finanziamenti ora a rischio sono quelli rivendicati da Sandro Sandri, allora consigliere Ncd e precedentemente assessore regionale alla Sanità per la Lega. Ce ne sono due, di 350mila euro ciascuno, per il Policlinico di Borgo Roma: uno per il reparto di Pediatria a indirizzo diabetologico, l’altro per l’unità di Endocrinologia, Diabetologia e malattie del metabolismo. Un terzo, di 800mila euro, era destinato all’Usl 21, per l’istituzione di una nuova automedica a Zevio, dopo la chiusura dell’ospedale. «Mi dà fastidio essere inserito nella grande confraternita del marchettari – sottolinea Sandri – questi erano soldi per progetti importanti, che ora chissà dove andranno a finire». Sulla stessa linea anche l’ex collega Conta, che tra le altre cose aveva strappato 50mila per il progetto «Le Casette» di un’associazione di Legnago, per aiutare i disabili a superare il trauma dei lutti familiari. «Se queste sono marchette, si assumerà la responsabilità Zaia di dire che non ci sono più risorse per l’handicap » , afferma. E i 441mila per sistemare il tetto della chiesa di Cerea? «Necessità che il territorio mi aveva comunicato, basta vedere quanti voti ho preso a Cerea per capire che non avevo tornaconti elettorali». Per la cronaca: trenta.

Se la legge «mancia» verrà abrogata, addio anche ai 500mila per le scuole elementari Pindemonte di San Giovanni Lupatoto, ai 445mila euro per un progetto di riqualificazione a Vigasio, ai 315mila per il restauro di Villa Aquadevita a Colognola ai Colli, ai 300mila per l’illuminazione pubblica a Rivoli o a quelli la messa a norma del campeggio comunale di Bardolino. Tutte marchette? Ai consiglieri, oggi, la sentenza.