Mangiare e bere

Dove è nato il pandoro


In centro a Verona se si alza lo sguardo ci sono spesso belle sorprese, come le sculture pandoro nello storico palazzo Melegatti scoperte oggi in Corso Porta Borsari.


MELEGATTI: la Casa del Pandoro

Da sempre qualità  e tradizione sono i valori che guidano le scelte aziendali.

Fondata da Domenico Melegatti nel lontano 1894, Melegatti S.p.A. cresce nel tempo diventando, a livello internazionale, una delle aziende leader nel settore dolciario. La sua fortuna è legata principalmente al prodotto che per eccellenza la contraddistingue da sempre e al quale si attribuisce con orgoglio la paternità: il Pandoro.

Situata oggi alle porte di Verona, l’Azienda vive un incremento di successi e riconoscimenti costante nel tempo.
Traguardi importanti che dagli anni 80 ad oggi hanno portato ad una crescita di fatturato che dagli esperti del settore verrà definito “strepitoso”.

Un grande risultato che ha portato Melegatti a raggiungere quegli obiettivi che ancora oggi sono alla base degli ideali dell’Azienda. La ricerca continua della qualità, la cura nella lavorazione, la genuinità degli ingredienti selezionati, l’innovazione tecnologica, caratterizzano i processi di crescita Aziendali, mantenendo però sempre lo sguardo attento alle tradizioni e alle proprie radici.

 

photo

Pandoro

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

PandoroIl pandoro è un tipico dolce veronese, che viene consumato soprattutto durante le festività natalizie.

Insieme al panettone è uno dei dolci natalizi più tipici in Italia. La pasta è soffice e di colore dorato per la presenza delle uova, e profuma di vaniglia. La forma è a tronco di cono, con rilievi a forma di stella, di solito ad otto punte. Fra gli ingredienti si annoverano: farina, zucchero, uova, burro, burro di cacao e lievito.

La tecnica di lavorazione è particolarmente complessa e consta di molte fasi di lavorazione.
Secondo alcuni le origini della ricetta sono da ricercare in Austria, dove si produceva il cosiddetto “Pane di Vienna”, probabilmente derivato, a sua volta, dalla “brioche” francese, d’altra parte però le caratteristiche che accomunano il pandoro e la “brioche” francese fanno pensare ad origini ben più lontane: la fonte più antica risale addirittura al primo secolo dopo Cristo, ai tempi di Plinio il Vecchio, che nei suoi scritti minori cita un panettiere di nome Vergilius Stefanus Senex che preparò un “panis” con fiori di farina, burro e olio.Storia

Secondo altri, invece, potrebbe derivare dal “pane de oro” che veniva servito sulle tavole dei più ricchi veneziani [1].

La sua nascita risale al 1800, come evoluzione del “Nadalin”, dolce veronese. Il 14 ottobre 1894 Domenico Melegatti, fondatore dell’omonima industria dolciaria, depositò all’ufficio brevetti un dolce morbido e dal caratteristico corpo a forma di stella a otto punte, opera dell’artista Angelo Dall’Oca Bianca, pittore impressionista.

Come viene servito

Il pandoro tradizionale non viene guarnito internamente con creme o canditi.

Con il tempo le case produttrici hanno cercato di differenziare la propria offerta inventando o riutilizzando particolari ricette, ed è oggi possibile quindi gustare il pandoro in diverse versioni, farcito con crema pasticcera o ricoperto da uno strato di cioccolato, ecc.

È consigliabile riscaldarlo prima di consumarlo.

Sovente il pandoro viene venduto in scatole di cartone con lo zucchero a velo in un sacchettino a parte che gli acquirenti dovranno versare sul dolce personalmente al momento dell’apertura (questo anche per evitare che lo zucchero a velo con un contatto prolungato con il dolce durante il periodo di confezionamento perda le sue caratteristiche). Trattandosi di un dolce già piuttosto zuccherato, in molti, però, non ne fanno uso.