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Applausi all’Oscura immensità




Meritatissimi applausi per gli attori Giulio Scarpati e Claudio Casadio al debutto veronese di Oscura Immensità per la sapiente regia di Alessandro Gassman, Teatro Nuovo di Verona, da non perdere!

gli attori giulio scarpati e paolo valerio dopo lo spettacolo teatrale oscura immensità a verona, teatro nuovo

Giulio Scarpati con Paolo Valerio dopo lo spettacolo

l'attore claudio casadio interprete di oscura immensità a verona, teatro nuovo

Claudio Casadio fuori il Teatro Nuovo

oscura immensità applausi a scarpati e casadio

Claudio Casadio - Foto

Claudio Casadio si diploma presso l’Accademia Antoniana di Arte Drammatica di Bologna nel 1982. Nello stesso anno è socio fondatore della compagnia Accademia Perduta che diviene, successivamente, un teatro stabile d’arte contemporanea di cui Casadio è co-direttore artistico assieme a Ruggero Sintoni. Oltre ad essere autore ed interprete, inizia così a dirigere numerosi spettacoli di teatro per ragazzi, prodotti da Accademia Perduta, che si contraddistinguono in alcuni tratti ben precisi: attenzione al fantastico, ad una dimensione magica, onirica ed evocativa, coinvolgimento emotivo di tutti gli spettatori. Nel 2009 partecipa alla 52ª edizione del prestigioso Festival dei Due Mondi …

«Sono un assassino. Eppure faccio breccia nel pubblico»

Autore, interprete e regista teatrale, Claudio Casadio ha dedicato la sua vita al teatro. Fondando nel 1982, assieme a Ruggero Sintoni, la compagnia Accademia Perduta (ora Teatro stabile di arte contemporanea), ha lavorato in produzioni per l’infanzia come Pollicino, Hansel & Gretel, Bandiera. Nel 2009 è stato notato sul palco da Giorgio Diritti che lo ha voluto nel film L’uomo che verrà. Da quel momento la strada di Casadio ha sondato i territori del noir prima nel film Romanzo di una strage e ora nell’opera teatrale Oscura immensità, scritta da Massimo Carlotto e coprodotta da Accademia Perduta, che andrà in scena la prossima settimana al Nuovo da martedì a domenica per Il Grande teatro. Sotto la regia di Alessandro Gassman, Casadio interpreta Raffaello Beggiato, criminale condannato all’ergastolo per aver rapito e ucciso una donna e un bambino. Sul palco con lui Giulio Scarpati, nel ruolo di Silvano Contin, l’uomo che ha perso moglie e figlio e ora vive nel dolore e nella ricerca di vendetta e giustizia.

Casadio, ci introduce il suo personaggio?
È un personaggio forte e anche debole. Sta scontando l’ergastolo quando si scopre malato di cancro. Quindi si pone domande sul futuro, s’interroga su Dio e ha voglia di fuggire. Chiede una grazia. Vuole approfittare della malattia per ottenere la libertà e recuperare i soldi che il suo complice ha conservato. È pentito per aver ucciso due persone però dentro di sé rimane anche un balordo e in questo modo acquista sentimento, diviene completo. Trova anche i favori del pubblico, non perché sia un personaggio positivo ma perché vero.

Come è nato lo spettacolo?
Avevo letto il romanzo L’oscura immensità della morte e ho chiesto a Carlotto di farne una riduzione teatrale. Inizialmente doveva essere un monologo in cui recitavo entrambe le parti. Abbiamo successivamente scelto di dividere i ruoli trovando in Scarpati il perfetto Silvano Contin.

Per il romanzo, Carlotto ha incontrato vittime e carnefici. Lei come si è preparato al ruolo?
Sono un attore viscerale, a differenza di altri più stanislavskijani, che si documentano a fondo, trovo le radici del personaggio dentro di me e nella mia esperienza. Per puro caso ho vissuto per un periodo di fronte al carcere di Rebibbia e ne ho tratto ispirazione. Gassman mi ha inoltre guidato, facendomi esplorare corde che non conoscevo e dandomi la possibilità di recitare, per un breve momento, nel mio dialetto. Credo che questo piaccia molto.

Da orco nel teatro per ragazzi a carnefice in un noir contemporaneo, passando per un film sulla strage di Marzabotto, è cambiata molto la sua carriera…
Il teatro per l’infanzia ti porta la fantasia e la musicalità. Ed è un banco di prova perché ai ragazzi non si può mentire. Arriva però un momento in cui è necessario crescere artisticamente e conoscere tutto il pubblico. Nel mio caso le cose sono venute da sé: Diritti mi ha notato sul palco e mi ha voluto nel film, Gassman mi ha visto in L’uomo che verrà e mi ha voluto a teatro. Questo tam tam è una cosa bellissima.

Che cosa c’è nel futuro professionale di Casadio?
Spero tante belle cose. Non mi interessa la fama ma avere qualcosa da dire. Scegliere i progetti per il loro valore artistico e culturale. Di sicuro ci sarà uno spettacolo teatrale che Carlotto sta ideando per me. È in fase di scrittura il romanzo che uscirà fra sette-otto mesi e ancora non ha un titolo. Parla sempre di due persone che s’incontrano.

«Oscura immensità», il confine incerto tra il bene e il male

IL GRANDE TEATRO. Da questa sera al Nuovo (alle 20,45) la trasposizione teatrale del romanzo di Massimo Carlotto. Scarpati desidera solo vendetta dopo aver perso moglie e figlia in una rapina, Casadio è l’assassino ergastolano che chiede la grazia

12 febbraio. Si può chiedere a un uomo cui hanno ammazzato moglie e figlioletto di perdonare? Di dare al carnefice, a chi si è macchiato di un duplice omicidio, la possibilità di redimersi e di ottenere la grazia dallo Stato? In questo caso la vittima sarà destinata a vivere nell’ossessione di una vendetta? Si sviluppa attorno a questi interrogativi Oscura immensità, lo spettacolo che debutta questa sera (alle 20.45) al Nuovo nell’ambito della rassegna Il Grande Teatro e che è tratto dal romanzo di Massimo Carlotto L’oscura immensità della morte. Lo stesso autore firma la trasposizione teatrale messa in scena dal Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni e dall’Accademia Perduta Romagna Teatri. Protagonisti dello spettacolo sono Giulio Scarpati che è Silvano Contin (il marito e padre che all’improvviso rimane senza famiglia e vede distrutta la sua esistenza) e Claudio Casadio, il criminale Raffaello Beggiato che durante una rapina prende in ostaggio e uccide due persone innocenti. L’uomo viene condannato all’ergastolo. Ma successivamente…
La regia è di Alessandro Gassmann che prosegue così un percorso «orientato», come lui stesso precisa, «alla valorizzazione della drammaturgia contemporanea e al rinnovamento del linguaggio teatrale». A spingere il regista verso il testo di Carlotto è stata, «oltre alla personale ammirazione per lo scrittore veneto, la vicenda che viene narrata… un limbo esistenziale dove il confine tra bene e male non è perfettamente tracciato». «Con un linguaggio incisivo, essenziale, crudo e un ritmo dell’azione serrato e coinvolgente, l’autore», prosegue Gassmann, «racconta un tragico fatto di cronaca mettendo a confronto vittima e carnefice, entrambi lacerati dai rispettivi drammi personali».
Se Contin è divorato dal rancore e dal desiderio di vendetta, Beggiato cerca il riscatto. Quindici anni dopo l’omicidio, affetto da un male incurabile, chiede il perdono a Contin e la grazia allo Stato. «È giusto concederglieli?», si domanda Carlotto. E a chi spetta decidere? Ai familiari della vittima, allo Stato, a entrambi? Sono quesiti che inevitabilmente sollecitano lo spettatore a prendere posizione anche se, osserva Carlotto, «la ragione, la politica, la religione, la filosofia non sono ancora riuscite a dare una risposta esauriente e in grado di soddisfare coloro che hanno subito il danno irreparabile della perdita di un loro caro, per mano assassina, perché prevalgono sentimenti ancestrali che offuscano, accecano, trasformando l’esistenza in una oscura immensità».
Le scene sono di Gianluca Amodio, i costumi di Lauretta Salvagnin. Lo spettacolo sarà replicato tutte le sere sino a sabato con inizio alle 20.45 e domenica alle 16. Giovedì al foyer del Nuovo i due tradizionali incontri a ingresso libero connessi allo spettacolo: alle 16.45 Simone Azzoni parlerà di «Scrittura per la pagina, scrittura per la scena», alle 17 gli attori saranno intervistati dalla giornalista Giovanna Zofrea.

Verona, 12 febbraio 2013, Teatro Nuovo – Grandissimo successo per “Oscura immensità” di Massimo Carlotto con protagonisti Giulio Scarpati e Claudio Casadio. Di Alessandro Gassmann la regia. All’indomani di un duplice omicidio i temi del pentimento, del perdono, della vendetta.