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Angeli ubriachi: poesia persiana a Santa Maria in Chiavica


locandina-angeli-ubriachiAngeli ubriachi

22 novembre 2013, ore 18.30
Chiesa di Santa Maria in Chiavica

Evento multimediale per presentare l’edizione de Le quartine di Ḥāfeẓ (La Finestra, 2013), a cura di Stefano Salzani.

Si tratta di un percorso di immagini, suoni, letture, per incontrare la poesia di Ḥāfeẓ Shirāzī (1315-1390), il massimo poeta persiano, detto la «Lingua dell’occulto».

Per superare le difficoltà insite nel presentare la multidimensinalità dell’opera di Hafez in un contesto culturale occidentale, l’evento del 22 novembre si struttura in tre sezioni.

La prima sezione è dedicata alla figura del poeta e alla sua opera nel contesto della poesia persiana, poesia in cui temi sacri e temi profani stanno fianco a fianco, inestricabilmente.

La seconda sezione prevede la visione di un filmato in cui miniature e musica persiane forniscono l’ambientazione di alcune quartine di Hafez, mentre Samaneh Ali-Mohammadi le recita dal vivo in lingua originale.

La terza sezione, in collaborazione con l’associazione Poetria, cerca di approfondire le stesse quartine con la lettura a più voci del commento, nella sfida di rompere il “finissimo guscio” preservandone il contenuto.

L’ingresso è libero.

Collana Archivio d’Oriente

La nuova collana Archivio d’Oriente – West-östlicher Diwan

L’edizione di Hafez è il primo volume di una nuova collana di studi orientalistici delle edizioni La Finestra, editrice specializzata in filologia e testi medievali.

Nel 1819, a 65 anni,  Johann Wolfgang von Goethe dà alle stampe la prima edizione del suo West-östlicher Diwan, l’opera della sua maturità. È un Diwan: termine arabo-persiano che assomma almeno due significati: «raccolta di poesie» e «concilio», una raccolta di poesie che dev’essere concilio tra Oriente ed Occidente, ispirato dal suo «gemello orientale», il poeta persiano Shams-al Dīn Moḥammad Ḥāfeẓ Shi­rāzī (1315ca.-1390ca.):

Anche se sprofondasse il mondo intero, / o Hafez, con te, solo con te / io voglio entrare in gara. Piacere e pena / siano a noi due, gemelli, in comune! / Come te amare e bere. / Questo sia il mio orgoglio, la mia vita (Goethe, West-östlicher DiwanBuch HafisUnbegrenzt).

Per questo motivo la nuova collana Archivio d’Oriente, delle edizioni La Finestra, patrocinata dallo Csao (Centro di studi Archivio d’Occidente), ha come suo marchio quel «West-östlicher Diwan» ripreso dal frontespizio dell’edizione originale di Goethe: si tratta di mettere in dialogo la sapienza letteraria d’Oriente e quella d’Occidente, un dialogo peraltro già implicito nella mera riproposizione filologica di alcuni testi cardinali; e del resto un pioniere dell’orientalismo italiano come Italo Pizzi (1840-1920) dedicava i suoi volumi sulla Storia della poesia persiana, agli studiosi tutti perché veggano quali relazioni e somiglianze sono tra la poesia persiana e la nostra del Medio Evo.

Hafez, il più importante poeta persiano

Date queste premesse, all’esordio di questa nuova collana non poteva esserci che lui: Ḥāfeẓ, massimo poeta-profeta di Persia, e di quell’area culturale persiana che va dalla Turchia all’India.

Cantore del vino e della vita randagia (ren­dī), cantore della religione dell’amore (mazhab-e ‘eshq), la sua biografia è stata divorata dalla sua opera. Solo poco di lui si può affermare con certezza e l’unico sguardo che lo può ormai comprendere è quello delle storia della letteratura e delle scienze religiose.

Non solo sicuro riferimento per l’identità nazionale iraniana (come Dante per l’Italia) ma anche profeta, infatti: la libreria di ogni casa iraniana ospita una copia delle poesie di Hafez e nei momenti difficili la si consulta per trarne gli auspici. Segno della profondità cui è giunto un poeta nella coscienza di un’intera nazione e di un’intera millenaria civiltà.

L’edizione

Il testo hafeziano scelto dal direttore della collana, Stefano Salzani (che del volume è anche il curatore) è quello delle Quartine, di cui si dà la prima edizione integrale, con apparato filologico.

Le quartine (robaiyat in persiano) sono brevissimi componimenti poetici di quattro linee (due strofe divise in due emistichi) con ritmo AABA. Composizione originale del genio persiano, esse costituiscono un “finissimo guscio” (come le definiva Alessandro Bausani) entro cui far balenare massime sapienziali, visioni della natura, amorose passioni, aperture mistiche.

Benché opera minore all’interno della produzione hafeziana, il tentativo del volume è quello di partire da questo corpus – delimitato, benché esposto a severe questioni di autenticità – per inseguire in profondità quei significati sempre elusivi che fanno di Ḥāfeẓ la «lingua dell’occulto» (lesān al-gheyb), uno dei suoi epiteti tradizionali.

Dopo l’introduzione sull’autore, sul contesto storico-religioso e sul genere letterario delle quartine, il volume propone per ognuno dei 43 componimenti ritenuti hafeziani la trascrizione in eleganti caratteri nasta‘līq – traslitterati in caratteri naskh e in caratteri latini –, la traduzione interlineare e letteraria in italiano e strumenti di critica testuale a fianco di strumenti d’interpretazione.

Completa l’opera un commentario fondato su testi intrinsecamente legati al testo hafeziano: principalmente, l’interpretazione grammaticale del bosniaco ottomano Sūdī (?-1598/1601), il trattato di psicologia erotico-mistica di Aḥmad Ghazālī (1061ca.-1126), Il ma­nuale del Fedeli d’amore di Sharaf al-Dīn Rāmī (?-1393), e il Roseto del mistero di Maḥmūd Shabestarī (?-1339ca.). E, infine, la comparazione tra le quartine e l’altra produzione poetica dell’autore (soprattutto i suoi ghazal), nel tentativo di leggere «Ḥāfeẓ con Ḥāfeẓ». [/learn_more]