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11 settembre: anniversario di ricostruzione del ponte di Castelvecchio


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 Il ponte scaligero
distrutto con mine dai tedeschi in fuga
la sera del XXIV aprile MCMXLV
per iniziativa del Ministro della Pubblica Istruzione Guido Gonella
ricostruito fedelmente sul tiro e forma di prima
a cura della Soprintendenza ai monumenti di Verona
viene inaugurato il 11 settembre MCMDI 

Ponte Scaligero (Ponte di Castelvecchio)

Cenni storici
Il Ponte Scaligero, chiamato anche Ponte di Castelvecchio, è celebrato dagli storici come “l’opera più audace e mirabile del medioevo in Verona”. Portato a termine nell’arco di tre anni, quasi sicuramente tra il 1354 e il 1356, fu costruito per ordine di Cangrande Il, che intendeva così assicurare alla sua nascente fortezza sul fiume un’autonoma via di fuga (o d’accoglienza di soccorsi) verso il Tirolo, dove regnava suo genero Ludovico il Bavaro. Il nome del costruttore è avvolto nel mistero. Un documento del 1495 indica come tale il Bevilacqua che progettò il castello. Alcuni studiosi hanno invece ipotizzato, sulla scorta delle numerose analogie tra il ponte di Castelvecchio e quello delle Navi, una comune paternità, da attribuire a Giovanni da Ferrara e Giacomo da Gozo: ma nessun documento supporta questa teoria.
La sua robustezza consentì al ponte di attraversare, praticamente intatto, cinque secoli di storia e le più dure piene dell’Adige. Nel 1802, dopo la pace di Luneville, i Francesi abbatterono la torre che sorgeva sul lato sinistro del fiume e rimossero o murarono gran parte delle merlature. Nel 1824 si procedette al restauro del pilone principale, parzialmente corroso dal corso della corrente, mentre dieci anni più tardi furono ripristinate le murature e riaperti i camminamenti.
Per il maestoso gigante medievale, la fine sarebbe arrivata la sera del 25 aprile 1945, dall’esplosione delle mine tedesche. I lavori di ricostruzione, iniziati nel febbraio 1949, si conclusero nel 1951. Il ponte ricostruito è molto fedele all’originale.

Architettura
Chiunque l’abbia progettato, ha comunque eseguito un lavoro mirabile. Prodigiosamente ardita, per i tempi, era l’arcata di destra, con una luce di quasi cinquanta metri, contro i ventinove e i ventiquattro delle altre due. La parte inferiore del manufatto, fino a quattro metri sopra la corrente ordinaria, era di marmo bianco e rosso; la parte restante di mattoni in cotto. Massicci anche i due piloni. Il maggiore era arricchito da quindici capitelli corinzi e da frammenti di bassorilievi romani, la cui presenza è stata, nei secoli passati, ritenuta conferma della preesistenza in loco di un ponte romano: quest’ipotesi, tuttavia, non ha mai trovato conferma in alcun riscontro oggettivo, né archeologico né documentario.
Il ponte, il cui percorso interno era lungo più di centoventi metri, e largo oltre sette, era munito di mura merlate provviste di camminamenti, con feritoie nei piloni. Alle sue estremità, infine, due alte torri.

Fonte: Notiziario BPV numero 1 anno 1998

 

Il Ponte di Castel Vecchio, conosciuto anche come Ponte Scaligero, è un ponte di Verona sul fiume Adige e fa parte della fortezza di Castelvecchio.Storia

Venne costruito nell’arco di tre anni, probabilmente tra il 1354 ed il 1356, per ordine di Cangrande II della Scala, che intendeva assicurarsi una via di fuga verso la campagna e quindi la Germania, dove regnava suo genero Ludovico il Bavaro(morto l’11 ottobre 1347). La robustezza del ponte gli consentì di passare indenne cinque secoli di storia; tuttavia i francesi distrussero la torre sul lato sinistro, anche se probabilmente questa era di epoca viscontea o veneziana. La completa distruzione del ponte avvenne il 24 aprile 1945, quando i tedeschi, per coprire la ritirata, fecero saltare tutti i ponti di Verona, compresi i ponti monumentali di Castelvecchio ed il ponte Pietra. Nel dopoguerra si procedette alla ricostruzione fedele del ponte, con l’esclusione della torre di sinistra, di epoca posteriore a quella scaligera. I lavori terminarono nel 1951 e furono seguiti dall’architetto Piero Gazzola.

Struttura

Costruito in mattoni rossi nella parte superiore, come tutti i monumenti medioevali di Verona, e in marmo bianco in quella inferiore, il ponte è costituito da tre arcate di ampiezza decrescente che poggiano su due torri pentagonali, rostrati verso monte per facilitare lo scorrimento dell’Adige, fungeva da porta d’ingresso per chi arrivava da nord.

L’ampiezza delle arcate e la mole dei piloni è studiata in modo di resistere alla diversità della forza d’urto della corrente nell’ansa del fiume. L’arcata maggiore era ardita per quei tempi, lunga addirittura 48,70 metri, contro i 29,15 ed i 24,11 delle altre due. I due piloni sono larghi 12,10 metri e 6,30 metri, e lunghi rispettivamente 19,40 metri e 17,30 metri. Il ponte è quindi lungo più di 120 metri.

Leggende

Un documento riporta come progettista dell’opera ingegneristica Guglielmo Bevilacqua, ed una leggenda vuole che Cangrande II, per ricompensarlo, gli abbia donato una spada che si riteneva appartenuta a San Martino.

Un’altra leggenda narra invece che il progettista, insicuro della resistenza del ponte, data l’audacità delle sue forme, all’inaugurazione, durante la quale vennero tolte le gabbie, sembra si trovasse dall’altra parte del ponte, armato di cavallo, in modo di poter fuggire velocemente nel caso il ponte fosse crollato.